Il punto però non è diventare sempre visibili e spostarsi definitivamente in questo o quel caffè debitamente attrezzato.
Il punto è avere anche la possibilità di lavorare in questo modo. A me piacerebbe poterlo fare un paio di volte a settimana: lasciare le mura domestiche, incontrare colleghi e colleghe o lavoratrici simili a noi.
Lavorare in luoghi “pubblici” aiuterebbe a migliorare la nostra situazione, di questo sono convinta.
Grazie del commento.
Elena
Michele,
le tue argomentazioni (lo sono?) mi lasciano _afasica_.
Cosa e come dovrei rispoderti?
“le vostre azioni” scrivi. Di chi? Le mie? Le nostre? Di chi?
Il punto è che l’attacco alla libertà di stampa, d’informazione ed espressione - e io non divago - è qui, ora, adesso e viene dal nostro Presidente del Consiglio. E’ un fatto. Quali altri avrebbero potuto sferrarlo? Dimmi. Argomenta, prego.
Le mie azioni non sono dettate da nessuno. Nemmeno da te che mi dici che lo sono.
Non hai risposto a quanto ho scritto. Hai usato parole ma non hai dato loro un senso. Questo sì, patetico.
Michele,
la manifestazione è per la difesa della libertà di informazione ed espressione. Uno dei diritti-doveri di uno stato democratico.
Certo che la CGIL difende “quello che fino a poco tempo fa era l’organo di stampa della _chiesa che fa ingerenze_”
Intendi il quotidiano Avvenire e ti riferisci al suo direttore, dimessosi recentemente, immagino.
“Sta messo male” chi non capisce che libertà di espressione e informazione significa libertà di tutti.
Anche degli avversari politici, anche di chi non la pensa allo stesso modo. Direi soprattutto.
La libertà è questa o non è.
E se devo stare qui a spiegarti questo principio in un post, significa sì, ” che stiamo messi male” e che partecipare alla manifestazione del 19 settembre è un dovere.
Ciao
Elena
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Il posto giusto per la lavoratrice invisibile
November 13th, 2009 at 10:25 amCiao FabioS,
Certo, hai ragione anche tu.
Il punto però non è diventare sempre visibili e spostarsi definitivamente in questo o quel caffè debitamente attrezzato.
Il punto è avere anche la possibilità di lavorare in questo modo. A me piacerebbe poterlo fare un paio di volte a settimana: lasciare le mura domestiche, incontrare colleghi e colleghe o lavoratrici simili a noi.
Lavorare in luoghi “pubblici” aiuterebbe a migliorare la nostra situazione, di questo sono convinta.
Grazie del commento.
Elena
Dall'emergenza cultura all'emergenza democratica
September 15th, 2009 at 9:37 pmMichele,
le tue argomentazioni (lo sono?) mi lasciano _afasica_.
Cosa e come dovrei rispoderti?
“le vostre azioni” scrivi. Di chi? Le mie? Le nostre? Di chi?
Il punto è che l’attacco alla libertà di stampa, d’informazione ed espressione - e io non divago - è qui, ora, adesso e viene dal nostro Presidente del Consiglio. E’ un fatto. Quali altri avrebbero potuto sferrarlo? Dimmi. Argomenta, prego.
Le mie azioni non sono dettate da nessuno. Nemmeno da te che mi dici che lo sono.
Non hai risposto a quanto ho scritto. Hai usato parole ma non hai dato loro un senso. Questo sì, patetico.
Credimi, mi dispiace dirtelo.
Elena
Dall'emergenza cultura all'emergenza democratica
September 15th, 2009 at 5:26 pmMichele,
la manifestazione è per la difesa della libertà di informazione ed espressione. Uno dei diritti-doveri di uno stato democratico.
Certo che la CGIL difende “quello che fino a poco tempo fa era l’organo di stampa della _chiesa che fa ingerenze_”
Intendi il quotidiano Avvenire e ti riferisci al suo direttore, dimessosi recentemente, immagino.
“Sta messo male” chi non capisce che libertà di espressione e informazione significa libertà di tutti.
Anche degli avversari politici, anche di chi non la pensa allo stesso modo. Direi soprattutto.
La libertà è questa o non è.
E se devo stare qui a spiegarti questo principio in un post, significa sì, ” che stiamo messi male” e che partecipare alla manifestazione del 19 settembre è un dovere.
Ciao
Elena