Aumento contributi Gestione Separata INPS

Car* tutt*,

in vista dell’aumento graduale dei contributi alla Gestione Separata INPS al 33% stiamo attivando, con ACTA e con tutti coloro che vorranno partecipare, una campagna di e-mail.

Vi invito pertanto a scrivere inviare a uno o più membri della Commissione Lavoro della camera dei Deputati o della Commissione Lavoro del Senato il messaggio in basso.

“Gentile On./Sen…..
sono un professionista non ordinista iscritto alla Gestione Separata INPS (GS) e vorrei manifestarLe  un punto di vista circa l’inopportunità di un aumento graduale al 33% dei contributi da versare alla  GS stessa previsti dal DDL Lavoro.

Innanzitutto, un tale aumento è in netto contrasto con quanto affermato nel Decreto SalvaItalia che, all’articolo 24 comma 28, contempla la decontribuzione verso schemi previdenziali integrativi. Infatti, con tale comma il Governo riconosce implicitamente che tali schemi previdenziali offrono rendimenti più interessanti, anche grazie alle agevolazioni fiscali di cui  godono, e quindi più adatti ad assicurare un futuro più tranquillo alle giovani generazioni che sempre più andranno in pensione con il metodo contributivo, che è quello alla base della GS.
Infatti, la rivalutazione del montante nella Gestione Separata è legata all’andamento del PIL. Purtroppo quest’ultimo non sta dando buona prova di sé e gli effetti negativi del suo andamento si sentiranno per molti anni ancora. A titolo esemplificativo, faccio osservare che la rivalutazione del montante nella Gestione Separata INPS per il 2010 è stata pari all’1,79% a fronte di un tasso di inflazione del 2,87%, imponendo di fatto una tassa agli iscritti.
In effetti, l’aliquota attuale del 27% sul reddito lordo di un professionista indipendente – non finta partita IVA – preclude a quest’ultimo di fatto l’accesso a forme di risparmio pensionistico più convenienti per il suo futuro.

Vorrei che fosse chiaro che non si chiedono né il mantenimento di vecchi privilegi né la concessione di nuovi ma solo la possibilità di poter orientare il proprio risparmio previdenziale in maniera più oculata di quella garantita dall’INPS.
A tal fine vorrei sottolineare che un euro investito in BTP a 30 anni a partire dal 1 gennaio 1996 avrebbe reso il 130% in più rispetto allo stesso investimento rivalutato applicando i tassi della GS.

Certo che vorrà considerare questi aspetti nelle Sue valutazioni, Le porgo i miei migliori saluti.
Firma”

Grazie e buon lavoro

Silvestro De Falco



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