Contribuenti minimi: il forfettone

A proposito del ‘forfettone’, ci eravamo riproposti di far conoscere le
notizie individualmente raccolte ed eccomi qui.
Ieri ho finalmente parlato con la mia commercialista e i punti essenziali
sono stati:

1) Avrei la possibilità, in base al reddito 2007, di entrare in questo
regime nel 2008, ma NON me lo fa fare e mi ha dato tutte le chiare
spiegazioni del caso che non sto qui a ripetere nella loro globalità

2) E’ stato sufficiente fare rapidamente un paio di calcoli in base alla mia
situazione globale dell’anno scorso facendo finta che fosse la medesima di
quest’anno ed è risultato che, mentre nel 2007 non ho pagato tasse perchè a
credito dall’anno precedente, se avessi applicato il nuovo regime avrei
invece dovuto pagare circa 1.500 euro. Spero di essermi spiegata: abbiamo
fatto finta che il reddito del 2007 potesse essere quello del 2008, euro
più, euro meno.

3) Non esiste il problema del traduttore nè editoriale, nè per l’estero

Risultato: dato che è consentito dalle disposizioni di legge, per il 2008
staremo alla finestra, ovvero continuerò con il regime precedentemente in
vigore, riservandomi di aderire nel 2009 qualora, conti alla mano, mi
convenga farlo.

Laura F



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12 commenti su “Contribuenti minimi: il forfettone”

  1. Ciao a tutti,

    [Mi scuso in anticipo con i non interessati, ma in testa alla mail
    c'è un FT grande come una casa che permette di filtrare le mail non
    gradite :) ]

    approfitto della mail di Laura per postare la risposta data in
    Langit, per chi non fosse iscritto.
    A proposito del punto 3 anche la mia commercialista è del parere di
    quella di Laura (come traduttori/interpreti si rientra anche con
    committenti esteri).
    La mia situazione mi permette un risparmio (sgravi per familiari a
    carico non ne ho, scarica tutto il marito), e me l’ha quindi
    consigliato.

    Tuttavia sono ancora titubante, proprio per via della fumosità della
    legge riguardo al suddetto punto 3. Cambiassero idea strada facendo,
    sai che mazzate? Come ho già detto in L2, non sono iscritta, ma
    sarebbe interessante sapere se AITI ha una posizione ufficiale in
    merito alla problematica della committenza estera…

    ciao,
    Alessandra T.

  2. Ecco qui un programma di simulazione, per comparare il regime di tassazione ordinaria con quello
    del “forfettone”.

    http://www.studiamo.it/blog/regime-per-minimi/regime-per-minimi.htm

  3. Cioa a tutti,
    vorrei aggiungere solo alcune cose.
    Ieri sono stata dal mio commercialista che mi ha informata che purtroppo per quest’anno non posso avvleermi del forfettone perchè nel 2007 ho effettuato operazioni con dichiarazione d’intento che pare lo Stato abbia deciso di equiparare ad una cessione all’esportazione (pazzesco !!!).
    Mi ha anche detto che non sa ancora bene come verranno inquadrate le fatture a committenti esteri.
    Quindi per il momento resto con il regime di contabilità semplificata normale_ ma devo farmi revocare le dichiarazioni di intenti dai mmiei clienti e prima di lavorare con l’estero dovrò risentirmi con lui.
    Che disastro in Italia !!!! Mai una volta che lo Stato venga dalla nostra parte !!!
    Sto pensando seriamente di aprire partita iva a San Marino visto che sto a 6 km dal confine di stato !!!!
    A presto
    Cinzia

  4. Secondo il mio commercialista (servizio offerto da CGIL, meno di 500 euro all’anno!) il nuovo sistema conviene, ma ieri pomeriggio ho sentito una collega che mi ha un po’ spaventato: secondo il suo commercialista, infatti, bisogna rimborsare l’IVA sui beni strumentali acquistati nei tre anni precedenti e tali beni non devono superare un tetto massimo di 15.000 euro. A voi risulta? Grazie!
    Buon fine settimana,
    Valeria

  5. Ciao,

    sì, anche a me risulta che nei 3 anni precedenti non devi aver acquistato beni strumentali per oltre 15.000, ma non so bene come sia la questione dell’Iva.
    Quello che ho capito è che praticamente come al solito nel forfettone non ci rientrerà quasi nessuno.
    Per esempio io non ci posso rientrare a causa del fatto che nel 2007 ho fatto fatture con dichiarazioni d’intento che lorro assimilano ad una cessione all’esportazione !!!
    Oltretutto sembra che dovrò stare attenta anche alle fatture ai miei clienti esteri !!!
    Ma cosa pensano che una traduttrice che sa due o tre lignue lavori solo con l’Italia !!!

    A presto
    Cinzia

  6. La restituzione dell’IVA detratta nell’anno precedente riguarda coloro che hanno beni ammortizzabili non ancora totalmente ammortizzati all’anno scorso (si restituisce tutta l’IVA del bene amm., purché il costo del bene sia superiore a mi pare 550 euro ma inferiore a 15.000) o fatture di acquisto per beni non ancora utilizzati/fatture di vendita per beni non ancora spediti (si restituisce l’IVA detratta relativa a questi beni). Queste ultime riguardano chi ha magazzino, per es. negozianti con beni acquistati e messi a magazzino prima di rivenderli.
    Non conviene se per es. si ha appena acquistato la macchina o un pc costosetto (+ di 500 euro) e li si deve ancora finire di ammortizzare, perchè richiedono la restituzione dell’IVA già detratta.

  7. Buonasera,
    Attenzione, dal 2008 però la no tax area non c’è più! e quindi ti ha informata male oppure ti ho capito male.
    La commercialista conulente dell’ANITI ci ha confermato che le traduzioni non entrano nelle cessioni all’esportazione.
    Attenzione anche al fatto che se sei eligibile per il regime dei minimi (o forfettone) e scegli di non prenderlo, lo devi scegliere per 3 anni. Per quanto mi riguarda, la ra del forf. sostituira l’iva pagata quest’anno poiché ho adeguato le mie tariffe, se non fosse il caso non converrebbe assolutamente.
    Paul

  8. Ciao a tutti/e.

    Vorrei chiedere un paio di ose: per chi aderisce al regime dei minimi le fatture emesse per i clienti UE (non italiani) non devono riportare né la marca da bollo da 1,81 né la ritenuta d’acconto del 20%, giusto?

    Per quanto riguarda invece le fatture per clienti extra-UE ci sono delle particolarità? o ci si comporta come per i clienti UE?

    Grazie!

    Un saluto,

    Cristian C

  9. Buongiorno a tutti,
    avrei bisogno di un consiglio. Sono una giovane collaboratrice editoriale fino all’anno scorso pagata tramite ritenuta d’accordo (non superavo i 5.000 euro). Quest’anno mi è stato assegnato un lavoro la cui retribuzione prevista è di 13.000 lordi. Mi è stato proposto di scegliere tra un contratto a progetto di un anno e apertura partita IVA con adesione al regime dei minimi. La seconda soluzione è quella consigliata dai miei datori di lavori ma è davvero vantaggiosa per me? Con la partita IVA il netto sarebbe più alto? Grazie infinite!

  10. Ciao Clo,

    ti consiglio di consultare un commercialista, ma personalmente, al tuo posto non aprirei la Partita IVA.

    Devi informarti anche se la tua figura professionale rientra tra quelle che, come credo, non essendo regolamentate, devono iscriversi alla Gestione separata INPS.
    Allora, se pensi solo ai contributi previdenziali, con la partita IVA il 26,72% del reddito pre-imposta previsto per detti contributi sarà completamente a tuo carico, mentre con il contratto a progetto 2/3 dei contributi sono a carico del committente/datore di lavoro e 1/3 a tuo carico.

    Non penso che il “netto” sarebbe più alto con la partita IVA.

    Devi anche capire cosa vuoi tu. Desideri essere una lavoratrice autonoma, con tanti o pochi committenti, ma che è comunque in grado di percepire compensi sulla base delle tariffe da lei stabilite o in realtà stai svolgendo un lavoro le cui condizioni sono dettate solo dal datore di lavoro?

    Non permettere a chi non ti assume come dovrebbe di fare di te una “finta” lavoratrice autonoma, accollandoti più oneri di quanti tu ora riesca a immaginare e sfuggendo a parecchi dei suoi.

    Ciao e buona fortuna

    Elena

  11. Grazie, Elena, per la risposta chiara ed esaustiva e per i consigli. Dovrei senz’altro iscrivermi alla Gestione separata e pagare i contributi previdenziali. Facendo un po’ di conti in base all’aliquota che mi hai indicato e detraendo poi ancora il 20% sul reddito arriverei a un netto non troppo differente da quello previsto dal contratto a progetto (le cui ritenute si aggirano intorno al 40%, giusto?) e probabilmente il gioco non varrebbe le candela. È pur vero però che potrei detrarre alcune spese, tipo il trasporto, e lavorare per più datori (ammesso di trovare altri impieghi). Seguirò comunque il tuo consiglio e consulterò un commercialista prima di decidere se prendermi questo grattacapo. Grazie ancora! Clo.

  12. Salve a tutti! Io non ho ancora capito in che maniera si conteggiano i 15000 euro di tetto per beni nei 3 anni. Cioè, io nel Gennaio 2007 ho fatto spese per 14700, quest’anno ne dovrei fare altre 2000. Sono dentro o fuori?
    Grazie della risposta

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