Dedica a Elisabetta Sandri: il mutuo soccorso per le traduttrici

L’assistenza sanitaria per traduttrici e traduttori: la convenzione di muto soccorso dedicata a Elisabetta Sandri

Care colleghe e colleghi,
traduttrici e traduttori editoriali e tecnici, iscritti alla Gestione separata INPS e/o indipendenti che lavorano in regime di diritto d’autore, le cose da dire e scrivere sono moltissime, insomma stavolta non sarò breve.

Nel video l’intervento che ho tenuto in occasione della presentazione de La furia dei cervelli il 19 dicembre scorso, come iscritta della Sezione Traduttori del SNS che, ormai maggiorenne, ha lasciato la casa avita e fondato la sua: STRADE Sindacato traduttori editoriali .

La convenzione dedicata a Elisabetta Sandri è attiva dal 1° novembre 2011.
Roberto Di Scala, collega a suo tempo di Betta, ha scritto su nostra richiesta questa dedica:

Elisabetta Sandri ha attraversato la vita accompagnata dalle parole. Le ha parlate, le ha scritte, le ha tradotte, le ha lette. Scriveva per lavoro, ma anche e soprattutto per piacere, su carta e su Web. Traduceva per passione e per un’inclinazione personale che era diventata il suo lavoro. Leggeva, e tanto, in ogni occasione. Parlava, raccontava, ammaliava e irretiva gli uditori con la sua naturalezza nell’eloquio.

Combatteva con le parole e contro le parole. Con le parole difendeva i suoi punti di vista, le sue opinioni, le sue idee. Contro le parole ottuse della burocrazia ha lottato, soprattutto nell’ultimo periodo quando cercava in qualche modo di far breccia in un muro di impedimenti, lacci e pastoie burocratiche che sembrava non permettessero a una traduttrice come lei, malata e impossibilitata a lavorare, di ottenere indennità che in altri campi lavorativi sono un diritto. Gli ultimi mesi di Elisabetta sono stati l’epitome della solitudine del traduttore di fronte alle mancanze di un sistema imperfetto. Nonostante le difficoltà, lei non ha mai rinunciato a capire i meccanismi dei procedimenti amministrativi e burocratici di quel sistema. Ha cercato informazioni, si è confrontata con colleghi e colleghe in qualche modo non estranei alla sua situazione, ha approfondito e portato avanti con determinazione una sorta di inchiesta che si è arenata una notte d’agosto.

Chiunque l’abbia conosciuta, ha potuto ammirare l’energia di Elisabetta. Noi amici e compagni di avventura, lo zoccolo duro dell’esperienza pisana della Mauscript, ne serbiamo un ricordo indelebile e profondo. Per omaggiare la sua memoria abbiamo creato una collana di volumi elettronici a cadenza irregolare, editi da Simonelli Editore, chiamata i Quaderni di Betta. In uno dei prossimi volumi vorremmo ospitare la sua battaglia e scriverne una parziale, positiva conclusione: la convenzione di assistenza sanitaria, la convenzione di mutuo soccorso “Elisabetta Sandri”.

A voi che avete portato avanti questa iniziativa, un grazie sentito e sincero.

Roberto Di Scala

Colleghi! colleghe! cara Petra!
Se è vero che il governo Monti, la ministra Fornero in particolare, ha esteso finalmente le tutele previste per i parasubordinati anche a noi lavoratori indipendenti iscritti alla Gestione separata, da cui per anni siamo stati con una certa dose di sadismo esclusi, dobbiamo chiederci _cosa_ ci viene concesso adesso e _come_ .
Dal 1° gennaio 2012 l’aliquota previdenziale, cioè i piccioli che versiamo per la pensione, è salita di un punto percentuale, dal 26 al 27%.
Resta invece fermo il contributo aggiuntivo previsto per le prestazioni di tipo assistenziale che era ed è dello 0,72%.
Se l’aliquota per la previdenza fosse rimasta ferma e fosse aumentato il contributo assistenziale, forse ci sarei potuta stare.
Così invece non va bene, per niente, la voragine creata da un sistema scandaloso non viene affatto colmata.
Siamo lavoratrici e lavoratori indipendenti, _non_ siamo finti dipendenti (anche se così ci trattano o ci facciamo trattare).
Se ci ammaliamo, con l’elemosina che ci stanno concedendo, siamo semplicemente finiti.
Per questo Petra non riesco affatto a ringraziare il presidente Monti e la ministra Fornero.

Penso che dobbiamo imparare a unirci, diventare un soggetto organizzato, pensare noi a noi stesse perché nessun altro, lo dimostrano i fatti, è in grado o vuole farlo.
La convenzione Elisabetta Sandri è un primo passo. L’inizio di un percorso da condividere con altri lavoratori e lavoratrici indipendenti.

Di questo primo passo ringrazio di cuore i colleghi e le colleghe editoriali di STRADE (fortissimi) e in particolare Fabio Galimberti, per la pazienza, la gentilezza e lucidità con cui per un anno ha e hanno saputo lavorare a questo progetto.

Elena Doria



1
Vote
Ti è piaciuto l'articolo “Dedica a Elisabetta Sandri: il mutuo soccorso per le traduttrici”?
Abbonati al feed RSS per seguirci articolo dopo articolo!

8 commenti su “Dedica a Elisabetta Sandri: il mutuo soccorso per le traduttrici”

  1. [...] E’ un importantissimo primo passo, l’inizio di un percorso, scrive Elena Doria su the-checklist, da condividere con altri lavoratori e lavoratrici indipendenti e l’occasione per ricordare [...]

  2. Cara Elena, cari tutti,
    andando oltre il giudizio se il fatto che l’attuale governo abbia sanato a parità di contribuzione con i Co.Co.Pro. una differenza di trattamento preesistente sia o no meritevole, benvengano iniziative del genere a tutela dei liberi professionisti anziché lasciare al singolo, il cui potere contrattuale è sicuramente minore, la ricerca di una tutela adeguata.

  3. [...] della sezione traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori (Cgil) – e stiamo lavorando ad un nuovo sistema di mutuo soccorso“. Dallo stato, infatti, i traduttori come tutti gli indipendenti non hanno [...]

  4. Cara Petra,
    sì, è proprio questo il senso: non il singolo lasciato a se stesso, ma un soggetto plurale e organizzato.
    Un soggetto o una serie di soggetti uniti in un’esperienza di mutuo soccorso, avrebbe il diritto di essere quanto meno interpellato prima che il governo di turno decida sulla e della sua testa.

    C’è molto lavoro da fare, siamo solo all’inizio.

    Un abbraccio, cara Petra.

    Elena

  5. [...] sodo ed ecco il risultato: Una polizza di assistenza sanitaria ad hoc per traduttori. Grazie a Elena e a tutti per [...]

  6. [...] del progetto STRADE, afferma : “Noi vogliamo riscoprire il mutualismo  e stiamo lavorando ad un nuovo sistema di mutuo soccorso. L’idea è nata – continua Marina Rullo – perché come lavoratrici autonome non abbiamo [...]

  7. [...] della sezione traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori (Cgil) – e stiamo lavorando ad un nuovo sistema di mutuo soccorso“. Dallo stato, infatti, i traduttori come tutti gli indipendenti non hanno [...]

  8. [...] ACTA Entrambe le soluzioni pongono il prerequisito dell’iscrizione al sindacato. Grazie a Elena e a tutti per [...]

Lascia il tuo commento su “Dedica a Elisabetta Sandri: il mutuo soccorso per le traduttrici”

`

Subscribe without commenting

`
 

You need to log in to vote

The blog owner requires users to be logged in to be able to vote for this post.

Alternatively, if you do not have an account yet you can create one here.

Powered by Vote It Up