forfettone sì, forfettone no

Un bel articolo sul forfettone per chi fosse rimasto con il dubbio se gli conviene oppure no:

http://www.kataweb.it/economia/articolo/Tutto_sul_forfettone:_la_scelta_entro_aprile/187429

In sede di liquidazione periodica dell’Iva, però, si potrà esplicitare la volontà o meno di computare l’Iva, e quindi per scegliere c’è tempo fino al prossimo 16 aprile.

Chi ha già emesso fatture con l’Iva può comunque cambiare idea - E poiché questa volta il Fisco tiene proprio a convincere il più possibile ad ad optare per il nuovo regime, l’amministrazione ha deciso di essere clemente in questa prima fase di avvio. Così anche chi ha già emesso fatture con l’Iva e solo ora scopre vantaggi del forfettone può comunque rettificare i documenti emessi con addebito dell’imposta e cambiare regime. In sostanza basta emettere una nota di variazione (da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere gli errori commessi con la fattura ed il cessionario o committente, che abbia registrato la fattura, è tenuto a registrare la nota di variazione, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.

un paio di punti interessanti ci sono:
2.8 Beni strumentali

Come chiarito con la circolare n. 73/E del 2007, paragrafo 2.1, “per esigenze di semplificazione rilevanti anche ai fini del controllo, si ritiene che i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimano un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi”.

Si ribadisce, dunque, che ai fini della verifica dei requisiti di accesso al regime i beni strumentali ad uso promiscuo rilevano per il 50 per cento del costo sostenuto, a prescindere da eventuali diverse percentuali di deducibilità contenute nel TUIR.

Al riguardo è opportuno precisare che si presumono comunque ad uso promiscuo tutti i beni a deducibilità limitata indicati negli articoli 164 e 102, comma 9, del TUIR (ad esempio autovetture, autocaravan, ciclomotori, motocicli, e telefonia).

Si conferma in questa sede quanto precisato nella circolare n. 73/E e ribadito nella risposta al precedente quesito, e cioè che i beni strumentali ad uso promiscuo (autovetture e telefonini) rileveranno ai fini della determinazione del valore complessivo degli acquisti di beni strumentali (15.000 euro) in misura pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi, al netto dell’eventuale Iva indetraibile.

2.12 Esportazioni

a) Quesito Le operazioni di cessione all’esportazione di cui all’articolo 8 lettera c) del d.P.R. n. 633 del 1972 precludono la possibilità di aderire al regime dei contribuenti minimi? Si chiede conferma.

Risposta Ai fini dell’applicazione del regime dei contribuenti minimi, il contribuente, tra l’altro, non deve aver effettuato - nell’anno solare precedente - cessioni all’esportazione ovvero operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione di cui agli articolo 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del d.P.R. n. 633 del 1972. Così dispone espressamente il comma 96, lettera a), n. 2.

4.2 Irap

a) Quesito Le persone fisiche che posseggono i requisiti per l’applicazione del regime dei contribuenti minimi sono tenuti a pagare l’imposta sulle attività produttive quando optano per il regime ordinario ai fini Iva e delle imposte sul reddito, tenuto conto che il legislatore nel fissare le condizioni di cui all’art. 1, comma 96, della legge finanziaria per il 2008, ha inteso individuare il contribuente - imprenditore ovvero professionista- da considerare non dotato di autonoma organizzazione, e, in quanto tale, non tenuto al versamento del tributo regionale indipendentemente dall’effettiva permanenza nel regime dei minimi.

Risposta Il comma 104 prevede che i contribuenti in possesso dei requisiti previsti dal citato comma 96 mantengono la soggettività passiva ai fini dell’imposta sulle attività produttive, essendosi il legislatore limitato a stabilire un’esenzione dall’imposta per coloro che applicano il regime dei contribuenti minimi.

L’esenzione costituisce, dunque, una delle caratteristiche di questo regime, volto alla semplificazione degli adempimenti fiscali. L’esenzione non opera, pertanto, quando i contribuenti optano per il regime ordinario ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte sul reddito, con la conseguenza che gli stessi, qualora in ragione delle caratteristiche dell’attività svolta, verificabili di volta in volta dagli organi preposti al controllo, siano soggetti passivi IRAP, saranno tenuti ai relativi adempimenti.



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