Internet senza barriere

In Italia i disabili non si chiamano disabili, si chiamano diversamente abili. Ma molto di più non è stato fatto per loro.

Almeno a Roma e più a sud si trovano raramente dei disabili sulla sedia a rotelle per strada. A parte il fatto che non si possono muovere sui marciapiedi a pezzi, che non possono usare i mezzi pubblici e spesso non possono entrare in strutture pubbliche, c’è un altro motivo: non possono neanche uscire di casa.

Non è che non ci siano ascensori in questo paese, ma quelli che ci sono spesso anche in palazzi con ingressi grandi come una palestra e con portiere, sono talmente piccoli che c’entrano solo due persone diritte in piedi. Chi ha bisogno di una sedia a rotelle per muoversi, normalmente sale, quando prende possesso della casa, insieme al pianoforte con il paranco di sollevamento ed entra dalla finestra in casa per rimanerci.

Una bella occasione per prendere un po’ d’aria fresca sono le elezioni che in Italia per fortuna si fanno molto spesso. In quest’occasione le sezioni dei partiti politici si organizzano per portare i disabili fuori dai loro buchi. In gruppi di tre persone vanno in giro e portano tutti i disabili su sedia a rotelle della città per le scale fino al furgone che li aspetta sotto casa, poi fino ai seggi elettorali consigliando vivamente dove mettere la croce e il nome da scrivere sulla scheda. Mi vergogno ancora oggi di aver partecipato ad un’impresa simile qualche anno fa. Queste persone ci hanno addirittura ringraziato invece di spararci.

Internet potrebbe essere un aiuto importante per permettere a molti disabili di svolgere attività comuni, come leggere, informarsi, pubblicare ecc.
Purtroppo tantissimi web designer si dimenticano le esigenze di chi non vede, di chi non ha il pieno controllo dei propri movimenti.

La Commissione Europea pretende con veemenza che i siti web ufficiali devono per legge essere al 100% senza barriere entro il 2010.

Già dal luglio 2006 si trova l’Accessible Web Search for the Visually Impaired dei Google Labs in rete.

Fra i risultati di ricerca vanno preferiti siti senza barriere, siti che rispettano i web standards del W3C (World Wide Web Consortium).

Certo che questa funzione che oggi è soltanto un’alternativa prima o poi farà parte integrale degli algoritmi dei motori di ricerca.

Cercatevi con questo motore. Ci siete?



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