INTRASTAT questi sconosciuti (ma ancora per poco!)

A partire da gennaio 2010 anche noi traduttori, in quanto fornitori di servizi, dobbiamo presentare le dichiarazioni INTRA se fatturiamo a clienti della comunità europea

A qualcuno di noi la notizia è già stata comunicata dal commercialista, che per questo richiede ovviamente una maggiorazione della sua parcella. Ma è proprio necessario affidarsi ad un professionista per questo nuovo adempimento o possiamo risparmiarci un’ulteriore spesa in tempi di vacche magre?

Prima considerazione: gli INTRASTAT sono di competenza dell’Agenzia delle Dogane. In previsione del cambiamento ho chiesto consiglio ad un vecchio amico, vero esperto di dogana, secondo il quale la procedura si può affrontare anche da soli. Per cominciare, il sito dell’Agenzia delle Dogane offre anche spiegazioni e assistenza.

Da gennaio 2010 dobbiamo presentare gli INTRASTAT anche noi fornitori di servizi. Infatti le norme di recepimento della Direttiva Comunitaria 2006/112/CE estendono l’obbligo della presentazione degli elenchi INTRA anche alle prestazioni di servizio effettuate in ambito comunitario (non extra UE, quindi non USA o Svizzera per intenderci) e rendono obbligatoria la presentazione per via esclusivamente telematica delle dichiarazioni INTRA beni e/o servizi riferite a periodi decorrenti dal 2010.
La presentazione dovrebbe essere mensile o trimestrale, con scadenza entro il 20 (o 19?) del mese successivo e possiamo farla anche noi direttamente in via telematica, non è necessario affidarsi ad un commercialista.

Ci sono alcune operazioni prelimari da fare:

1. ottenere la firma digitale con la dogana. Io ho già inviato la richiesta per avere la firma digitale, cliccando su “Istanza di adesione” da qui

Entro 30 giorni dalla domanda si deve andare all’ufficio della dogana di competenza per firmare e avere l’abilitazione del servizio. Vedi Assistenza Agenzia delle Dogane

2. scaricare e installare il programma di compilazione degli elenchi, che dovrebbe essere piuttosto semplice, ma mi pare non sia ancora disponibile. C’è comunque anche la possibilità di fare delle prove.

Di sicuro sarà necessario dichiarare il n. di partita IVA intracomunitaria del committente e del prestatore di servizi, che dovranno essere indicati nelle nostre fatture. Il controllo del numero di partita IVA è importante e si può fare sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Prossimamente dovranno essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le norme che recepiscono ufficialmente la direttiva comunitaria, quindi ci saranno ulteriori precisazioni sul sito dell’Agenzia delle Dogane, ma intanto possiamo prepararci.

Buon lavoro!

Nadia Gazzola,
Traduttrice DE>IT, EN>IT



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9 commenti su “INTRASTAT questi sconosciuti (ma ancora per poco!)”

  1. Cara Nadia,
    grazie dell’articolo, utilissimo.
    Buon lavoro a te
    Elena

  2. Ciao Nadia,

    Grazie anche da parte mia per l’articolo!!
    Che tu sappia, E’ necessario presentare questa dichiarazione anche se non si ha (ancora) la partita IVA?
    Grazie e buon lavoro!

    Romina

  3. Ciao Romina,

    se non hai ancora la partita IVA non puoi emettere delle vere fatture, ma solo delle note per prestazioni occasionali, e
    NON sei tenuta a presentare la dichiarazione Intrastat.

    Buon lavoro anche a te!

    Nadia

  4. Grazie Nadia!

    Effettivamente faccio questo lavoro da 3 anni, ma non ho ancora aperto la partita IVA perché la mole di lavoro finora non è stata sufficiente e quindi lavoro con la Ritenuta d’Acconto (emettendo, come dici tu, le note per le prestazioni occasionali)…Solo che forse quest’anno dovrò aprirla perché ho alcuni incarichi più consistenti e quindi le informazioni che hai dato nel tuo articolo sono molto utili (soprattutto perché non sapevo neanche di questa cosa dell’Intrastat!!!)!! Perciò grazie ancora!! :)

  5. Ciao Nadia,
    ti ringrazio molto per questo utilissimo contributo. Forse ti avranno già tediato altri su questo tema, ma non riesco a capire se compilando gli elenchi INTRASTAT si esce automaticamente dal regime dei minimi. Sembrerebbe una novità dell’ultim’ora ma non trovo nulla in merito. Hai qualche riscontro?
    Grazie in anticipo!
    Stefania

  6. Ciao Stefania,
    anche i contribuenti minimi devono compilare le dichiarazioni INTRASTAT se acquistano beni o servizi da paesi EU e/o se forniscono servizi (nel nostro caso traduzioni, interpretariati) a clienti EU.
    Non escono dal regime dei minimi per questo. Infatti molti colleghi che sono nel regime dei contribuenti minimi hanno già presentato la dichiarazione per il primo trimestre 2010.
    Se guardi la guida dell’Agenzia delle Entrate al regime agevolato dei contribuenti minimi, (pag. 12 e 14),
    http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebe8450ae2e7bea/guida0108.pdf
    vedrai che i contribuenti minimi non sono stati esonerati da questo obbligo.
    Nella stessa guida (pag. 28) c’è anche un chiaro riferimento alla nostra professione, anche se parlano di “traduzioni simultanee”!
    Buona serata

    Nadia

  7. Grazie infinite!
    Stefania

  8. grazie a Nadia per le delucidazioni…già che ci sono approfitterei per chiedere se la fattura che si emette al cliente straniero rimane uguale a quella che si farebbe a un italiano, o servono diciture particolari.

    la dichiarazione intrastast deve essere fatta al momento dell’emissione della fattura, o a pagamento ricevuto?
    grazie mille!

  9. Ciao Carlotta,
    intanto scusa per il ritardo della mia risposta.

    Comincio dal fondo: per la dichiarazione Intrastat si fa riferimento alla data di emissione della fattura, non del pagamento. Quindi se il 29 giugno emetti una fattura ad un cliente intracomunitario (cioè della UE), che ha partita IVA intracomunitaria, e il pagamento avviene in luglio, devi inserire quella fattura nella dichiarazione relativa a giugno.

    Per le diciture sulla fattura, se intendi riguardo alla dichiarazione Intrastat: no, nella fattura che va inserita nell’Intra non si mette nessuna dicitura particolare.

    Se invece intendevi in generale differenze tra le fatture a clienti italiani e stranieri, qui la materia si complica. Per l’applicazione o non applicazione dell’IVA bisogna considerare se il cliente è intracomunitario, cioè residente in un Paese della Comunità Europea e se ha la partita IVA intracomunitaria o no.
    Sicuramente invece non si detrae la Ritenuta d’Acconto, perché è un anticipo sulle tue imposte italiane, che il cliente paga al fisco italiano per tuo conto solo se ha una partita IVA italiana.

    Buona giornata!
    Nadia

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