IRAP e PROFESSIONISTA AUTONOMO

IRAP e PROFESSIONISTA AUTONOMO: PAGARE O NON PAGARE… QUESTO E’ IL DILEMMA

Un po’ di storia per capire:

La tanto controversa Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP), fu introdotta tredici anni fa, nel 1997, come imposta sul reddito prodotto o sul valore aggiunto per finanziare il servizio sanitario nazionale (SSN). Si trasformò in seguito in imposta regionale, rappresentando di fatto l’esito di un decentramento fiscale che potremmo definire antesignano della fiscalità federale.

E’ importante ricordare che con la sua introduzione furono aboliti i contributi sanitari, la tassa sulla salute, l’imposta patrimoniale sulle imprese, la tassa di concessione governativa sulla partita IVA, l’ILOR e l’ICIAP (fonte: Associazione Nuovo Welfare).

Presupposti:

La giurisprudenza ha collegato l’applicabilità dell’IRAP all’esercizio stabile di un’attività autonoma intesa alla produzione e/o scambio di beni e alla prestazione di servizi in presenza di organizzazione lavorativa autonoma e di capitali, legandola quindi al concetto di impresa. Per i lavoratori autonomi, la giurisprudenza negli anni ha fatto un distinguo, facendo discendere la sua imponibilità dall’esistenza di un’attività autonomamente organizzata. Tuttavia è dal 2001 che la Corte di Cassazione, mediante diverse sentenze, cerca via via di definire in maniera sempre più precisa i contorni dell’autonomia organizzativa dell’attività professionale.

Applicabilità ai professionisti autonomi:

Nell’impossibilità, tuttavia, di identificare intere categorie di esenzione, sono stati via via esclusi dal versamento IRAP alcuni lavoratori autonomi e da quest’anno (2010), anche tutte le micro-imprese. Per quanto riguarda i professionisti, l’applicabilità dell’imposta è stata soggettivizzata: sono infatti la cultura e la preparazione individuale su cui si basa l’attività professionale intellettuale i fattori predominanti produttivi di reddito e di valore aggiunto. In quest’ottica l’elemento oggettivo e indicativo di attività organizzata che è autonomamente apprezzabile dal giudice di merito, diventano l’organizzazione strumentale e di capitali. L’esenzione IRAP per professionisti è stata deliberata per la prima volta dalla Corte di Cassazione nel 2004. A distanza di sei anni, attraverso successive pronunce integrative, si considera che il soggetto che basa la propria attività professionale sulla sua esclusiva produzione con una dotazione strumentale che il comune sentire può giudicare minima, che non si avvale stabilmente (e per cifre economicamente incisive) di collaboratori, e che figura in strutture organizzative di cui siano titolari o interessati altri soggetti, secondo gli ultimi orientamenti, diciamolo cautamente - potrebbe - avere i prerequisiti per l’esenzione IRAP.

Posizione della Comunità Europea:

Inoltre già dal novembre 2004 (16 novembre) la Commissione Europea ha sostenuto che le norme comunitarie ostano all’introduzione e al mantenimento di un’imposta avente le caratteristiche di imposta regionale sulle attività produttive italiane come la tassa in questione, in quanto inconciliabile con la VI direttiva CEE in materia di IVA.

Recepimento delle direttive europee in Italia:

Il punto è che i professionisti autonomi questa imposta continuano prudenzialmente a pagarla, perché il legislatore “distratto” non ha ancora legiferato in ordine ai pressuposti di imposizione dell’IRAP, recependo l’indirizzo giurisprudenziale che si sta formando in materia.

Nella prassi, quindi, spetta al singolo professionista verificare, alla luce dei criteri enunciati dalla giurisprudenza, se l’obbligazione impositiva è giustificata, ovvero se le modalità di esercizio dell’attività professionale siano tali da escludere l’assoggettamento all’IRAP.

Con questo presupposto, si può anche decidere di versare l’IRAP e chiedere contestualmente il rimborso di quanto versato, laddove il richiedente ritenga il pagamento indebito, per l’assenza dei presupposti dell’imposizione (carenza di un’organizzazione stabile e strumentale all’esercizio della professione). In questo caso l’interessato dovrà necessariamente considerare che il silenzio serbato dall’Amministrazione finanziaria sull’istanza presentata non equivale al riconoscimento delle ragioni vantate con la richiesta: si tratterà in questo caso di agire in giudizio al fine di fare accertare l’illegittimità del silenzio e l’obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi sull’istanza.

E chi più coraggiosamente decide di non versarla più, incapperà senza dubbio nella richiesta dei versamenti non effettuati maggiorati della mora. Spetterà a questo punto al singolo interessato adire la via giurisdizionale (Commissione Tributaria), per ottenere l’annullamento della richiesta di versamento dell’IRAP promossa dall’Amministrazione finanziaria e l’accertamento del proprio diritto all’esenzione, per la carenza dei presupposti impositivi.

Purtroppo le “class action” di discendenza americana non sono ammesse in Italia in materia fiscale e finanziaria, altrimenti questo potrebbe essere uno strumento idoneo a risolvere il dilemma di intere classi di lavoratori che presentano le medesime caratteristiche organizzative.

Per chi continua a versare l’imposta, l’attesa di una legge chiarificatrice potrebbe essere ancora lunga. Mai “errore fiscale fu più proficuo” dell’imposizione IRAP, data l’ampia base imponibile e il grande gettito a cui dà origine con un’aliquota considerata relativamente bassa.

Conclusioni:

Non spetta a noi fare considerazioni sul significato che una riduzione o l’abolizione dell’IRAP avrebbe per il paese. Quello che rileva è che la sua abolizione ci era già stata promessa diverso tempo fa e che per un professionista autonomo, soprattutto se iscritto alla Gestione Separata, questa abolizione rappresenterebbe ammissione di errore, cancellazione di un’iniquità e alleggerimento di un già pesante onere fiscale generale.

Paola Gatto
Interprete-Traduttrice SSIT/AITI
Curatrice Rassegna Stampa on-line



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2 commenti su “IRAP e PROFESSIONISTA AUTONOMO”

  1. [...] sostanza la materia resta piuttosto incerta. Molto interessante è l’articolo di Paola Gatto IRAP e PROFESSIONISTA AUTONOMO: PAGARE O NON PAGARE… QUESTO E’ IL DILEMMA. Buona lettura! Written by zchicca in: Traduttori informati | Tags: [...]

  2. Buongiorno a tutti i colleghi,
    qualche mese fa Elena (Doria) mi aveva pregato di portare la mia testimonianza in questo forum in merito alla questione IRAP e traduttori.
    Non posso entrare nelle questioni di ordine tecnico perché di tutte le pratiche si è occupato il mio commercialista e consiglio pertanto a voi di chiedere al professionista a cui vi appoggiate di fare lo stesso.
    Posso tuttavia dirvi che sto ricevendo da gennaio il rimborso IRAP per gli anni dal 2001 a quando ho smesso di pagare questa tassa da me non dovuta. Il rimborso + comprensivo degli interessi maturati.
    Non so se può essere utile indicarlo, date le divergenze che si riscontrano talvolta a livello burocratico tra regione e regione, a volte tra paese/città e paese all’interno della stessa regione, vi scrivo comunque da Desenzano del Garda (BS), il cui ufficio competente in materia fiscale è a Lonato (BS).
    Un saluto,
    Kristina Pisa

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