La furia dei cervelli: welfare, diritti e tutele per il lavoro autonomo, creativo e della conoscenza

Welfare, diritti e tutele per il lavoro autonomo, creativo e della conoscenza - Incontro pubblico a partire dal libro di Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli “La furia dei cervelli

Lunedì 19 dicembre 2011
alle ore 16.00
a Porta Futuro, Via Galvani 108, Roma

la-furia-dei-cervelli

Promuovono: Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio).
Intervengono: le reti, le associazioni, i movimenti e le organizzazioni di categoria del lavoro autonomo, del lavoro culturale di Roma e della regione Lazio: *Teatro Valle Occupato, *Arci nazionale, *BIN Italia - Basic Income Network, *Parco Scientifico dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, *studenti della Rete della Conoscenza, *Generazione TQ - movimento di lavoratori e lavoratrici della conoscenza trenta-quarantenni, *Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori, *IVA Sei Partita - Architetti e ingegneri in viaggio con Iva, *Assointerpreti, *APIS - Associazione Italiana Progettisti Sociali, *Associazione 20 maggio, *Lavoratori dell’arte, Milano, *Occupiamoci di contemporaneo, Roma, *ANA - Associazione Nazionale Archeologi, *Errori di stampa - Coordinamento dei giornalisti precari free lance di Roma, *Diversamente Occupate - Roma, *Consulta del lavoro professionale CGIL

Invitati: Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali e Vicepresidente della Provincia di Roma e Massimilano Smeriglio, assessore al lavoro della Provincia di Roma.

Comunicato stampa
Nel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un settore popolato da almeno 240 mila persone (le statistiche risalgono al 2008), cioè coloro che lavorano con la partita Iva, con i contratti di collaborazione, svolgono un lavoro nello spettacolo, nella consulenza, nella formazione, nella ricerca, nel commercio e nell’intermediazione, considerando anche la fortissima presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.

Alla luce di questa inedita situazione l’incontro pubblico “la furia dei cervelli”, promosso dall’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e l’Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio), prova a mettere per la prima volta attorno allo stesso tavolo una larga rappresentanza delle reti, dei movimenti e delle associazioni di categoria del lavoro indipendente e autonomo nella città di Roma. L’elenco inserito in questo comunicato stampa è solo indicativo ed è in corso di aggiornamento.

Il titolo dell’iniziativa è tratto da La Furia dei cervelli, il libro scritto da Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, [manifestolibri], che offre un panorama completo sulla storia del lavoro indipendente e le soluzioni concrete e pragmatiche per affrontare la sua crisi di rappresentanza e per valorizzarne gli aspetti produttivi e sociali più innovativi. L’obiettivo dell’incontro non è solo quello di analizzare e denunciare la condizione materiale in cui versa oggi il lavoro indipendente, ma soprattutto quello di proporre una coalizione a partire da una serie di proposte pragmatiche condivise come la creazione di uno o più luoghi gratuiti, aperti e pubblici di co-working e di co-projecting o la creazione di un sistema di welfare per i singoli e per le loro famiglie.



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3 commenti su “La furia dei cervelli: welfare, diritti e tutele per il lavoro autonomo, creativo e della conoscenza”

  1. Allora, questa sì è una cosa molto triste. Il messaggio implicito è che i ‘cervelli’ sono solo i creativi, i lavoratori ‘della conoscenza’ ecc. ecc. E’ ora di finirla con questo snobismo sfigato. I cervelli sono ogni essere umano e un operaio in catena di montaggio ci mette più cervello di noi e più conoscenza di noi nel suo lavoro, perché sa che se non sta vigile ci rimette la pelle. Così non facciamo il nostro bene e alimentiamo uno snobismo nel quale personalmente non solo non mi riconosco ma che giudico contrario alla mia causa di ottenere più diritti e più riconoscenza per i lavoratori autonomi. Ci facciamo la figura dei presuntuosi e di quelli che si auto-giudicano bravi, e non è detto che lo siamo. Insomma sul piano che dite voi della Comunicazione con la C maiuscola queste espressioni “cervelli”, “lavoratori della conoscenza” comunicano arroganza, puzza sotto il naso, classismo, e implicito disprezzo verso chi evidentemente, per gli autori di questo messaggio, non lavora con il cervello.

  2. Cara Federica,
    lo stesso titolo del post mette “… diritti e tutele per il lavoro _autonomo_” poi aggiunge creativo e della conoscenza.
    Nessuno di “noi” (noi chi?) si proclama “bravo”, se lo fossimo stati saremmo diventati parte sociale organizzata e non subiremmo da chi a turno ci governa la funzione assegnataci di “cassa contante” per tenere in piedi il sistema.

    Spieghi che “un operaio in catena di montaggio ci mette più cervello di noi e più conoscenza di noi nel suo lavoro”.
    Questo sinceramente non lo so, mi considero una lavoratrice tanto quanto un operaio.

    Il punto che ti sfugge è che la figura dell’operaio così come la descrivi è destinata a essere dislocata in altri paesi, e che _qui_ in quello che fino a ora è stato considerato il Primo Mondo, gli operai, privi delle tutele e diritti che l’operaio come figura sociale e storica aveva conquistato, siamo noi: i lavoratori e le lavoratrici indipendenti.

    Il 19 dicembre a Roma le realtà, associazioni, gruppi, sindacati, reti di lavoratrici e lavoratori indipendenti/atipici/intermittenti che in questi tempi difficili si sono organizzati, (con fatica e molto lavoro volontario, credimi) s’incontreranno per discutere di diritti e tutele e per raccontare chi sono e proporre i modelli sociali e culturali di cui sono portatori.

    Non la storia della *fuga dei cervelli* ma della *furia dei cervelli*. Un gioco di parole per dire che la realtà è un’altra, che _non_ siamo in fuga, _non_ siamo giovani, _non_ siamo bamboccioni, _non_ siamo questuanti.

    Abbiamo molto da dire, perché non vieni?

    Ciao

    Elena

  3. Grazie Elena,
    sono Flores. Non vengo perché sarò a Milano quel giorno, però credimi, se uno lo legge, si fa l’idea che ti ho detto io. Se vede la lista degli invitati, ancora di più. Per essere coerenti con ciò che hai scritto avreste dovuto invitare come minimo, faccio per dire, un muratore con P.IVA e un venditore ambulante sempre con P.IVA. Invece l’idea veicolata è quella che ti ho detto. I lavoratori autonomi, se non altro per omissione, li fate coincidere con i ‘creativi’, i ‘laureati’, ecc. ecc., e invece i lavoratori autonomi sono di tutti i tipi. Se ne ricava un’impressione di snobismo molto forte.

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