Servizio sui lavoratori indipendenti: Vite da freelance

Video di e per i lavoratori indipendenti

Care colleghe e cari colleghi

Roberto Ciccarelli, giornalista, e Felipe Goycoolea, videomaker, sono gli autori di questo bel servizio sui lavoratori e le lavoratrici indipendenti, pubblicato sul sito de Il Quinto Stato e girato domenica 11 marzo 2012 durante il festival “Libri come” a Roma, in occasione dell’assemblea pubblica dedicata al lavoro culturale.

Ringraziandoli, vi auguro buona visione.

Elena

“Vita da freelance: per l’indipendenza e l’autonomia del Quinto Stato. Il dibattito sul lavoro e sulla previdenza non dà risposte ai bisogni dei professionisti, i knowledge workers, e dei lavoratori indipendenti. Cresce la richiesta di nuovo patto sociale”.



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La vita agra dei traduttori

Un nuovo articolo dedicato ai traduttori e alle traduttrici

Care colleghe e colleghi,
Il Fatto di domenica 12 marzo ci ha dedicato una pagina intera. Ringraziamo la testata ed Elisabetta Ambrosi dell’attenzione.

La vita agra dei traduttori [pdf 1.2MB]

Buona lettura
Elena Doria



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Il reddito e gli adempimenti fiscali del traduttore

I conti in tasca

Per chi vive a Milano o nel nord, può essere utile e interessante sapere che

Mercoledì 29 febbraio 2012 dalle 14.00 alle 16.00
presso Milano Lingue della Fondazione Milano
Sandra Biondo,
traduttrice e da molti anni assistente fiscale presso i CAF e consulente del Sindacato traduttori editoriali
tiene l’incontro

I conti in tasca - il reddito e gli adempimenti fiscali del traduttore

Via Alex Visconti,18 - 20151 Milano (fermata MM1 San Leonardo)
aula -1.5
L’incontro è aperto a tutti



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Il Quinto Stato è online

Noi siamo il Quinto Stato

Care colleghe e cari colleghi,

sono lieta di segnalarvi che è online Il Quinto Stato, sito, rivista, manifesto, movimento di chi e per chi, come noi, lavora dietro le quinte della società italiana. E la sostiene.

Ci hanno chiamato con tanti nomi negli ultimi anni: atipici, intermittenti, autonomi, professionisti senza cassa, precari.

Le traduttrici, i traduttori e interpreti non hanno quel “posto fisso” di cui ora si discute tanto.
Molte di noi non lo hanno voluto, hanno scelto di essere lavoratrici indipendenti.
Abbiamo pagato e continuiamo a pagare a un prezzo altissimo la nostra scelta. Un prezzo intollerabile.

Il percorso virtuale intrapreso anni fa, ci ha portato consapevolezza. Sappiamo chi siamo, ora.
Noi lavoratori e lavoratrici invisibili, noi siamo nel Quinto Stato.
Noi siamo il Quinto Stato.

Open-manifesto del Quinto Stato
Guarda lo slideshow

Elena Doria



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Dedica a Elisabetta Sandri: il mutuo soccorso per le traduttrici

L’assistenza sanitaria per traduttrici e traduttori: la convenzione di muto soccorso dedicata a Elisabetta Sandri

Care colleghe e colleghi,
traduttrici e traduttori editoriali e tecnici, iscritti alla Gestione separata INPS e/o indipendenti che lavorano in regime di diritto d’autore, le cose da dire e scrivere sono moltissime, insomma stavolta non sarò breve.

Nel video l’intervento che ho tenuto in occasione della presentazione de La furia dei cervelli il 19 dicembre scorso, come iscritta della Sezione Traduttori del SNS che, ormai maggiorenne, ha lasciato la casa avita e fondato la sua: STRADE Sindacato traduttori editoriali .

La convenzione dedicata a Elisabetta Sandri è attiva dal 1° novembre 2011.
Roberto Di Scala, collega a suo tempo di Betta, ha scritto su nostra richiesta questa dedica:

Elisabetta Sandri ha attraversato la vita accompagnata dalle parole. Le ha parlate, le ha scritte, le ha tradotte, le ha lette. Scriveva per lavoro, ma anche e soprattutto per piacere, su carta e su Web. Traduceva per passione e per un’inclinazione personale che era diventata il suo lavoro. Leggeva, e tanto, in ogni occasione. Parlava, raccontava, ammaliava e irretiva gli uditori con la sua naturalezza nell’eloquio.

Combatteva con le parole e contro le parole. Con le parole difendeva i suoi punti di vista, le sue opinioni, le sue idee. Contro le parole ottuse della burocrazia ha lottato, soprattutto nell’ultimo periodo quando cercava in qualche modo di far breccia in un muro di impedimenti, lacci e pastoie burocratiche che sembrava non permettessero a una traduttrice come lei, malata e impossibilitata a lavorare, di ottenere indennità che in altri campi lavorativi sono un diritto. Gli ultimi mesi di Elisabetta sono stati l’epitome della solitudine del traduttore di fronte alle mancanze di un sistema imperfetto. Nonostante le difficoltà, lei non ha mai rinunciato a capire i meccanismi dei procedimenti amministrativi e burocratici di quel sistema. Ha cercato informazioni, si è confrontata con colleghi e colleghe in qualche modo non estranei alla sua situazione, ha approfondito e portato avanti con determinazione una sorta di inchiesta che si è arenata una notte d’agosto.

Chiunque l’abbia conosciuta, ha potuto ammirare l’energia di Elisabetta. Noi amici e compagni di avventura, lo zoccolo duro dell’esperienza pisana della Mauscript, ne serbiamo un ricordo indelebile e profondo. Per omaggiare la sua memoria abbiamo creato una collana di volumi elettronici a cadenza irregolare, editi da Simonelli Editore, chiamata i Quaderni di Betta. In uno dei prossimi volumi vorremmo ospitare la sua battaglia e scriverne una parziale, positiva conclusione: la convenzione di assistenza sanitaria, la convenzione di mutuo soccorso “Elisabetta Sandri”.

A voi che avete portato avanti questa iniziativa, un grazie sentito e sincero.

Roberto Di Scala

Colleghi! colleghe! cara Petra!
Se è vero che il governo Monti, la ministra Fornero in particolare, ha esteso finalmente le tutele previste per i parasubordinati anche a noi lavoratori indipendenti iscritti alla Gestione separata, da cui per anni siamo stati con una certa dose di sadismo esclusi, dobbiamo chiederci _cosa_ ci viene concesso adesso e _come_ .
Dal 1° gennaio 2012 l’aliquota previdenziale, cioè i piccioli che versiamo per la pensione, è salita di un punto percentuale, dal 26 al 27%.
Resta invece fermo il contributo aggiuntivo previsto per le prestazioni di tipo assistenziale che era ed è dello 0,72%.
Se l’aliquota per la previdenza fosse rimasta ferma e fosse aumentato il contributo assistenziale, forse ci sarei potuta stare.
Così invece non va bene, per niente, la voragine creata da un sistema scandaloso non viene affatto colmata.
Siamo lavoratrici e lavoratori indipendenti, _non_ siamo finti dipendenti (anche se così ci trattano o ci facciamo trattare).
Se ci ammaliamo, con l’elemosina che ci stanno concedendo, siamo semplicemente finiti.
Per questo Petra non riesco affatto a ringraziare il presidente Monti e la ministra Fornero.

Penso che dobbiamo imparare a unirci, diventare un soggetto organizzato, pensare noi a noi stesse perché nessun altro, lo dimostrano i fatti, è in grado o vuole farlo.
La convenzione Elisabetta Sandri è un primo passo. L’inizio di un percorso da condividere con altri lavoratori e lavoratrici indipendenti.

Di questo primo passo ringrazio di cuore i colleghi e le colleghe editoriali di STRADE (fortissimi) e in particolare Fabio Galimberti, per la pazienza, la gentilezza e lucidità con cui per un anno ha e hanno saputo lavorare a questo progetto.

Elena Doria



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La furia dei cervelli: welfare, diritti e tutele per il lavoro autonomo, creativo e della conoscenza

Welfare, diritti e tutele per il lavoro autonomo, creativo e della conoscenza - Incontro pubblico a partire dal libro di Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli “La furia dei cervelli

Lunedì 19 dicembre 2011
alle ore 16.00
a Porta Futuro, Via Galvani 108, Roma

la-furia-dei-cervelli

Promuovono: Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio).
Intervengono: le reti, le associazioni, i movimenti e le organizzazioni di categoria del lavoro autonomo, del lavoro culturale di Roma e della regione Lazio: *Teatro Valle Occupato, *Arci nazionale, *BIN Italia - Basic Income Network, *Parco Scientifico dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, *studenti della Rete della Conoscenza, *Generazione TQ - movimento di lavoratori e lavoratrici della conoscenza trenta-quarantenni, *Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori, *IVA Sei Partita - Architetti e ingegneri in viaggio con Iva, *Assointerpreti, *APIS - Associazione Italiana Progettisti Sociali, *Associazione 20 maggio, *Lavoratori dell’arte, Milano, *Occupiamoci di contemporaneo, Roma, *ANA - Associazione Nazionale Archeologi, *Errori di stampa - Coordinamento dei giornalisti precari free lance di Roma, *Diversamente Occupate - Roma, *Consulta del lavoro professionale CGIL

Invitati: Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, Cecilia D’Elia, Assessore alle Politiche Culturali e Vicepresidente della Provincia di Roma e Massimilano Smeriglio, assessore al lavoro della Provincia di Roma.

Comunicato stampa
Nel 2011, Roma è stata il crocevia dei movimenti dei lavoratori della conoscenza. L’occupazione del teatro Valle il 14 giugno scorso è una delle punte più avanzate di un sommovimento sociale in un settore popolato da almeno 240 mila persone (le statistiche risalgono al 2008), cioè coloro che lavorano con la partita Iva, con i contratti di collaborazione, svolgono un lavoro nello spettacolo, nella consulenza, nella formazione, nella ricerca, nel commercio e nell’intermediazione, considerando anche la fortissima presenza delle comunità immigrate che lavorano nelle micro-imprese, nel lavoro domestico o di assistenza.

Alla luce di questa inedita situazione l’incontro pubblico “la furia dei cervelli”, promosso dall’Associazione dei Consulenti del Terziario Avanzato (Acta-Roma) e l’Associazione italiana per la progettazione visiva (Aiap-Lazio), prova a mettere per la prima volta attorno allo stesso tavolo una larga rappresentanza delle reti, dei movimenti e delle associazioni di categoria del lavoro indipendente e autonomo nella città di Roma. L’elenco inserito in questo comunicato stampa è solo indicativo ed è in corso di aggiornamento.

Il titolo dell’iniziativa è tratto da La Furia dei cervelli, il libro scritto da Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli, [manifestolibri], che offre un panorama completo sulla storia del lavoro indipendente e le soluzioni concrete e pragmatiche per affrontare la sua crisi di rappresentanza e per valorizzarne gli aspetti produttivi e sociali più innovativi. L’obiettivo dell’incontro non è solo quello di analizzare e denunciare la condizione materiale in cui versa oggi il lavoro indipendente, ma soprattutto quello di proporre una coalizione a partire da una serie di proposte pragmatiche condivise come la creazione di uno o più luoghi gratuiti, aperti e pubblici di co-working e di co-projecting o la creazione di un sistema di welfare per i singoli e per le loro famiglie.



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ACTA scrive una lettera aperta al Governo

I lavoratori e le lavoratrici indipendenti chiedono di aprire un tavolo di confronto

logo_acta

Il Consiglio Direttivo di ACTA scrive una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Ministri per il welfare e lo sviluppo economico, con l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto su questi temi:

- Equa rappresentanza: riconoscimento dei lavoratori professionali indipendenti
- Equità contributiva: revisione immediata del 28% INPS e riforma strutturale della Gestione Separata
- Equità pensionistica: trasparenza sui rendimenti, eliminazione delle finestre, superamento delle discriminazioni
- Equità fiscale: no all’aumento dell’IVA sulle prestazioni professionali; sì alla simmetria di diritti nei contenziosi con l’Agenzia delle Entrate
- Equa protezione: nuove norme per malattia e degenza ospedaliera

Qui per leggere il testo integrale della lettera



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Il contratto di edizione di traduzione

Intervista a Elisa Comito della Sezione traduttori SNS

montag

Il 7 novembre, per la rubrica sull’editoria “Montag”, curata dalla collega Mariana Califano e in onda ogni lunedì su Radio Città del Capo, Bologna, è stata trasmessa un’intervista a Elisa Comito, quale rappresentante della Sezione Traduttori SNS, che ha parlato del contratto di traduzione.

Qui il link per ascoltare l’intervista

Bravissima Elisa!

Buon ascolto



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La furia dei cervelli

Comunicato stampa
La furia dei cervelli di Roberto Ciccarelli e Giuseppe Allegri

Riceviamo l’annuncio e molto volentieri diffondiamo la notizia della prossima uscita di:
cop-furia-cervelli

“Gli intellettuali sono i primi a fuggire, subito dopo i topi, e molto prima delle puttane. Il verso di Majakovskij è una ragione sufficiente per non parlare di intellettuali, di talenti e della fuga dei cervelli in questo libro. Perché nella desolante, e fondamentalmente ipocrita, formula della «fuga dei cervelli» si riflette la disillusione e la rassegnazione delle classi dirigenti che hanno facilitato, diluito e infine naturalizzato il genocidio delle nuove generazioni.

Con gli strumenti del racconto e del saggio, dell’inchiesta, dell’intervista, dell’approfondimento storico e giuridico, e senza rinunciare alla polemica più tranchant, la «furia dei cervelli» affronta direttamente, e senza mediazioni, la questione del momento: è possibile una politica contro la crisi? E con quali alleanze, e dentro quali strati e ceti sociali, fare politica nel momento in cui non basta pensare che far cadere il governo Berlusconi sia già una politica.

La «furia dei cervelli» offre la prima complessiva interpretazione, sociologica, giuridica e politica, delle mobilitazioni del lavoro della conoscenza a difesa della scuola e del rilancio dell’università pubblica iniziate nel 2008, del lavoro autonomo e tra le partite Iva, delle mobilitazioni dei lavoratori dello spettacolo che hanno occupato il Teatro Valle di Roma o dei freelancers americani che dal 1995 si sono organizzati in un sindacato. Un vasto spettro analitico che torna utile nei giorni immediatamente successivi alla manifestazione di Roma del 15 ottobre, quando l’opinione pubblica ha dovuto riconoscere l’esistenza di una «rabbia» che cresce sempre più nelle fasce del precariato giovanile destinato all’inoccupazione e alla perdita di tutti i diritti sociali.

Davanti a questi sommovimenti della parte più attiva e indipendente della società, che nel libro viene definita attraverso la categoria del «Quinto Stato», la politica della sinistra è priva degli strumenti culturali necessari per risvegliarsi dopo un’agonia ventennale e insiste ancora sulle vecchie ricette giustizialiste e televisive. Soluzioni irrisorie ed inadeguate per affrontare la profondità della crisi sociale che si è ormai saldata con la crisi istituzionale della Seconda Repubblica, risultato del fallimento del bipolarismo e dell’implosione della leadership populistica di Silvio Berlusconi. Una volta archiviato per sempre il suo regime cesaristico, il (centro)sinistra corre il rischio di accreditare nuovamente il fantasma impotente della Seconda Repubblica: formare un governo neo-centrista esecutore delle politiche di austerity pretese dall’Unione Europea.

Questo libro, scritto a quattro mani da una piccola, ma combattiva, comunità di freelance, indaga le inconfessabili ragioni che hanno portato le classi dirigenti di destra e di sinistra a creare, e poi a rimuovere, le ragioni di questo genocidio. Al loro sguardo vigile e partecipato non sfuggono gli innumerevoli segnali che indicano come il vento stia cambiando e sia giunto il momento di una trasformazione radicale di sistema”.

L’indirizzo del sito: furiacervelli.blogspot.com
Scheda e indice del libro
Introduzione del libro
il libro e le sue immagini, con un particolare ringraziamento a Enrico Parisio

manifestolibri, pp. 167, € 18,00



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Gestione separata: l’INPS discrimina le madri adottive. Aggiornamento

L’INPS discrimina le madri adottive iscritte alla Gestione separata

Abbiamo ricevuto un aggiornamento dalla collega Giuliana Grisendi che, più di un anno fa, ha pubblicato il post Gestione separata: l’INPS discrimina le madri adottive.
L’INPS, infatti, ha erogato alla nostra collega, come mamma adottiva iscritta alla Gestione separata, solo 3 mesi di maternità invece dei 5 previsti per tutte le altre lavoratrici.

In seguito alla causa intentata all’INPS, ha ricevuto dal suo avvocato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Modena che rimanda la questione alla Corte Costituzionale in quanto si ravvisano elementi di incostituzionalità nell’attuale Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità/paternità, proprio a causa del trattamento palesemente discriminante nei confronti degli iscritti e delle iscritte alla Gestione separata.

Insieme ad altre mamme adottive associate in www.parimaternita.it ha scritto un comunicato stampa che volentieri pubblichiamo.

Comunicato stampa
Discriminare la mamme adottive è incostituzionale

Con ordinanza del 20/9/2011 la Sezione lavoro del Tribunale di Modena ha sollevato la questione di legittimità costituzionale degli art. 67 comma 2 e 64 comma 2 dlgs 151/01, ovvero del Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità.

Si legge nell’ordinanza: “Tale disciplina determina una duplice disparità di trattamento: nell’ambito del lavoro autonomo, tra madri biologiche e adottive: inoltre, nella categoria dei genitori adottivi, a seconda che si tratti di lavoratrici dipendenti e autonome…. in riferimento alla categoria dei genitori adottivi, tratta in modo deteriore le lavoratrici autonome rispetto a quelle dipendenti concedendo alle prime l’indennità di maternità per soli tre mesi e alle seconde per cinque mesi”. “Il diverso trattamento ai danni delle madri adottive appare quindi anche irragionevole perché sfornito di qualsiasi giustificazione… (e) realizza un sistema di protezione della maternità non adeguato in relazione alla categoria delle madri lavoratrici autonome che abbiano adottato un bambino”.

Tutto è partito dalla causa intentata da una mamma adottiva modenese iscritta alla Gestione Separata che si è vista liquidare dall’INPS solo tre mesi di maternità invece dei cinque previsti per tutte le altre categorie di lavoratrici. La questione del diverso trattamento delle lavoratrici GS era stata sollevata anche dal Senatore Ferrante con un’interrogazione parlamentare presentata a maggio 2010, a cui era seguita però una risposta negativa del Ministro Sacconi nell’agosto 2011.

La questione sarà ora trasmessa alla Corte costituzionale che dovrà pronunciarsi in materia. Le mamme adottive iscritte alla gestione separata e i loro bambini possono sperare di avere finalmente riconosciuti i loro diritti.

Modena, 1 ottobre 2011.



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