Workshop sugli aspetti legali e fiscali della professione del traduttore/interprete

Ricordo questi due workshop, che riguardano aspetti trasversali alla nostra professione, e che si terranno rispettivamente a Pisa, l’8 ottobre, e a Roma, il 22 ottobre.

Entrambi i corsi danno diritto all’attribuzione di crediti formativi da parte delle maggiori associazioni per traduttori italiane.

Riporto in sintesi il programma di entrambi e ricordo che le iscrizioni per quello relativo agli aspetti legali sono in scadenza.

8 ottobre 2011 – PISA - WORKSHOP: “DIRITTI E DIFESE – GLI ASPETTI GIURIDICO/LEGALI DELLA PROFESSIONE DEL TRADUTTORE”

Ultima settimana per iscriversi a questo corso, che ha l’obiettivo di esaminare gli aspetti giuridici della nostra professione. L’idea è quella di fornire suggerimenti operativi per affrontare i vari problemi legali che possono presentarsi di volta in volta (incarichi, contestazioni, fatturazione, recupero crediti e così via). Com’è inquadrata giuridicamente la professione del traduttore, quali sono le tipologie di contratto possibili, quali sono i diritti e degli obblighi scaturenti dagli accordi intercorsi con i committenti? Come si fa a tutelarsi prima durante e dopo l’espletamento della prestazione professionale? Ci sono accorgimenti che è possibile adottare per stare tranquilli? E cosa succede se non mi pagano, come faccio a recuperare il credito senza dover subito ricorrere a un avvocato? E se sono io a sbagliare? Fino a che momento possono a ragione contestarmi una traduzione? Se rivelo in rete che un’agenzia si è comportata in modo scorretto con me, facendone il nome, possono accusarmi di diffamazione?

E’ tenuto da un avvocato del foro Pisano, docente presso la Scuola di Formazione Forense. Trovate qui il modulo per l’iscrizione

22 ottobre 2011 - ROMA - “GLI ADEMPIMENTI FISCALI DEL TRADUTTORE/INTERPRETE PROFESSIONISTA”

Workshop alla sua settima edizione, continuamente aggiornato rispetto alla normativa fiscale, indirizzato a traduttori/interpreti che desiderano definire la propria posizione fiscale e contributiva ed acquisire gli strumenti per interagire in modo consapevole e propositivo con il fisco e con il proprio consulente fiscale. Tenuto da Giuseppe Bonavia, Commercialista e Revisore Contabile in Pisa esperto in materia di adempimenti contabili e problematiche fiscali per traduttori ed interpreti professionisti. Patrocinato da AITI Lazio. Trovate a questo link il modulo per l’iscrizione

Vi aspetto! Sabrina Tursi



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Assistenza sanitaria per traduttori

INTEGRAZIONE SANITARIA - ACCORDO TRA SINDACATO NAZIONALE SCRITTORI E INSIEME SALUTE

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Su iniziativa della Sezione traduttori è stato stipulato un accordo tra Sindacato Nazionale Scrittori e Insieme Salute – Società di Mutuo Soccorso in virtù del quale tutti gli iscritti al sindacato e i loro familiari potranno aderire ad un piano di assistenza sanitaria integrativa a loro riservato e particolarmente vantaggioso.

PRESTAZIONI PIANO DI ASSISTENZA SANITARIA

SUSSIDIO DI MALATTIA
Sussidio giornaliero di 30 € dal decimo giorno di malattia con decorso domiciliare fino ad un massimo di 90 giorni per anno e per persona. È previsto un sussidio anche per grave malattia di un familiare iscritto.

ASSEGNO DI GRAVIDANZA
Sussidio di 250 € al superamento della 24ª settimana di gravidanza;
assegno aggiuntivo di 250 € in caso di gravidanza a rischio.

SUSSIDIO DI RICOVERO (compreso day hospital e day surgery)
Sussidio giornaliero di 25 € in caso di ricovero in Italia o all’estero per malattia, infortunio e parto.

ALTA DIAGNOSTICA
Rimborso a tariffario delle prestazioni di alta diagnostica eseguite privatamente (tac, risonanze, scintigrafie, ecc.).
Non ci sono massimali annui

TICKET SANITARI
Rimborso dell’ 80% dei ticket sanitari per visite specialistiche, analisi di laboratorio, diagnostica strumentale, interventi ambulatoriali, pronto soccorso.
Non ci sono massimali, né minimi rimborsabili

SUSSIDIO PER EVENTO INVALIDANTE
Contributo straordinario di 500 € una tantum in caso di evento invalidante che impedisca l’attività lavorativa del socio.

SUSSIDIO PER PERDITA DELL’ AUTOSUFFICIENZA
Sussidio straordinario di 2.500 € in caso di sopravvenuto stato di non autosufficienza.

SERVIZI E ASSISTENZE DA CENTRALE TELEFONICA
Possibilità di collegarsi telefonicamente tramite un numero verde ad una centrale operativa, disponibile 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno per usufruire gratuitamente di diverse assistenze come: invio di un medico sul posto in cui ci si trova, trasferimento al proprio domicilio o in ospedale (anche dall’estero), ricerca di personale infermieristico …. e altri interessanti servizi.

CARD SALUTE
Tesserino personalizzato di Insieme Salute per sconti fino al 50% in più di 1.000 strutture sanitarie

QUOTE ASSOCIATIVE ANNUE PER PERSONA
Iscritto al sindacato € 246,00; figli o affiliati, coniuge, genitori € 12,00.
DETRAIBILI AL 19%
Quota di iscrizione una tantum di 10 € a persona.
Limite di età all’adesione: compimento del 60° anno di età
Le malattie preesistenti al momento dell’adesione sono assistibili dopo tre anni* (tranne le malattie croniche e congenite)
I familiari sono assistiti per “Sussidio Malattia”, “Sussidio di ricovero”, “Assistenza e servizi da centrale telefonica”, “Card Salute”.

*Per chi sottoscriverà la mutua prima del 1° novembre, sarà garantita da subito la copertura per le malattie pregresse (con l’esclusione di quelle croniche o congenite)

Per iscriversi alla Sezione Traduttori del SNS qui
Per richiedere materiale sulla mutua scrivere a
mutuo-soccorso@sindacatoscrittori.net



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Gestione separata INPS: comunicato stampa Associazione 20 maggio

No all’aumento dell’aliquota dei parasubordinati

associazione-20-maggio

Care colleghe e colleghi,
l’Associazione 20 maggio sta diffondendo questo comunicato stampa.
Le traduttrici e i traduttori come gli e le interpreti non sono parasubordinati ma come questi sono iscritti alla Gestione separata INPS e ne condividono le sorti.

“TREMONTI METTE LE MANI NELLE TASCHE DEI PRECARI PER PUNTELLARE UN GOVERNO FALLIMENTARE”

Da notizie di stampa sembrerebbe che il Governo intenda aumentare l’aliquota previdenziale per le lavoratrici e i lavoratori “precari”, i cosiddetti parasubordinati, dal 26,72% al 33,72%. Un nuovo salasso ancora una volta interamente a carico dei lavoratori, erodendo il loro già esiguo compenso netto, e non delle imprese (come già successo nei 15 anni precedenti).

Gran parte dei 744.513 lavoratori atipici iscritti alla gestione separata INPS nel 2009 con un solo committente ha un reddito medio di 8.201,93 € lordi annui, nel 2007 il reddito medio era di 8.800 € lordi annui (Osservatorio lavoro atipico Un. La Sapienza). Il 45% dei professionisti con partita iva individuale ha un reddito inferiore ai 15.000 €, il 23% meno di 10.000€ (Ires, Professionisti: a quali condizioni?).

Questo iniquo aumento non servirà a disincentivare il ricorso al lavoro parasubordinato o a partita iva individuale, come dimostrato dall’aumento dei precari in tutti questi anni di continuo incremento dell’aliquota previdenziale. Senza “compensi minimi” concordati, le imprese lasceranno invariati i compensi lordi scaricando sui lavoratori parasubordinati anche i 2/3 a carico loro o ricorrendo maggiormente alle partite iva che già oggi pagano interamente la contribuzione INPS. L’assenza di redditi equi, unitamente alla mancanza di politiche di sostegno al reddito, rende non dignitose le prospettive di vita e previdenziali dei lavoratori parasubordinati e a partita iva individuale, scaricando sui singoli il peso dei costi previdenziali, l’assenza delle protezioni sociali e delle tutele durante il rapporto di lavoro.

Non sono più rinviabili la revisione dei coefficienti previdenziali e la disposizione della garanzia dei futuri rendimenti pensionistici almeno al 60% della retribuzione, così come indicato nel protocollo sul welfare del 2007. Occorre una completa totalizzazione dei contributi versati nelle diverse gestioni, anche eliminando il requisito minimo dei tre anni di contribuzione. In ragione della crisi economica e di tutti gli aspetti di criticità presenti nel sistema del lavoro precario e professionale, pensiamo si debba prendere in considerazione, per le fasce più deboli iscritte alla gestione separata INPS, una dilazione per versamenti che già oggi, spesso, non possono essere onorati creando involontaria evasione contributiva.

Non siamo contrari in via di principio ma riteniamo che, prima di considerare altri aumenti dei contributi previdenziali nella gestione separata INPS, vada affrontato il tema dell’equità e del limite minimo dei compensi, senza il quale non si garantisce una pensione dignitosa ai parasubordinati.

Inoltre, non si disincentiva il fenomeno perché il maggiore costo viene scaricato su lavoratori già malpagati e ricattati, diminuendo ulteriormente il compenso netto di persone che hanno un lavoro precario con scarse protezioni sociali e nessun ammortizzatore di sostegno al reddito in caso di disoccupazione.

L’AUMENTO DEI CONTRIBUTI SENZA RETRIBUZIONE MINIMA
E’ UN FURTO AI PIU’ DEBOLI E AI PIU’ GIOVANI, PER MANTENERE UN SISTEMA INEFFICIENTE
DIAMO EQUITA’ E DIGNITA’ A TUTTI

SALVO BARRANO
Portavoce Ass. 20 maggio - Flessibilità Sicura



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La Casa delle traduzioni a Roma

Un luogo d’incontro, lavoro e studio per le traduttrici e i traduttori

Care colleghe e colleghi,

è con molto piacere che ripeto anche qui un annuncio particolarmente gradito: l’Istituzione Biblioteche di Roma ha portato a termine il progetto di creare una Casa delle traduzioni.
Il 23 giugno 2011 sarà finalmente inaugurata la prima Casa delle traduzioni d’Italia, a Roma in via degli Avignonesi 32, vicino Piazza Barberini.

invito_inaugurazione_casa_delle_traduzioni_d01

La responsabile della Casa, Simona Cives, in un video racconta la storia del progetto, spiega come funzionerà la Casa e ringrazia i vari soggetti che hanno contribuito alla sua realizzazione, in particolare la Sezione traduttori del SNS.

PROGRAMMA
23 giugno
ore 12
Intervengono
Gianni Alemanno Sindaco di Roma Capitale
Dino Gasperini Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico
Federico Mollicone Presidente Commissione Cultura Roma Capitale
Orlando Corsetti Presidente Municipio Roma Centro Storico
Francesco Antonelli Presidente Biblioteche di Roma
Silvana Sari Direttore Biblioteche di Roma

Partecipano
Vincenzo Barca Sezione traduttori SNS
Marina Rullo BIBLIT
Daniela Di Sora Voland
Sandro Ferri e Simona Olivito Europa Editions
Letture di passi delle traduzioni di Voland ed Europa Editions a cura di Carolina Zaccarini e Giuseppe Grossi

ore 19
Bar Lume
Spettacolo ideato e diretto da Vincenzo Stango, costumi di Simona Cataldo, coordinamento Cristina Pedetta.
Bistrot letterario gestito da attori-camerieri dove si dispensano testi teatrali, letterari e cinematografici come pietanze culinarie.

24 giugno
ore 9
Ilide Carmignani (traduttrice)
“Tradurre parole da venti centesimi” (laboratorio di traduzione)

ore 12
Lorenzo Enriques (Zanichelli)
“Il traduttore alle prese con il mondo dell’editoria”

ore 14
Renata Colorni (Meridiani Mondadori)
“Tradurre La montagna magica di Thomas Mann”

ore 16
Daniele Petruccioli e Andreina Lombardi Bom (traduttori)
“Collaborare da fuori - tradurre, revisionare e farsi revisionare per l’editoria” (laboratorio di revisione)

Davvero una buona notizia
Elena



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La Gestione Separata INPS: che cos’è

Penalizzati per legge. Un piano pensione pubblico molto più oneroso di uno privato: la Gestione Separata INPS

Che cos’è
La gestione separata INPS è un piano pensione a contributi definiti che restituisce ai partecipanti sotto forma di rendita vitalizia reversibile al 60% la somma, rivalutata, che i partecipanti stessi hanno versato nel corso degli anni di attività come professionisti e lavoratori autonomi.

È opportuno precisare che un piano pensione a contributi definiti si differenzia da un piano pensione a benefici definiti, in base al quale i partecipanti riscuotono una pensione pari a una quota stabilita dell’ultimo stipendio percepito.

In tal senso, in un piano a benefici definiti, i contributi versati dai lavoratori durante la loro vita attiva contribuiscono solo in parte a finanziare le prestazioni, con il risultato che gli squilibri sono finanziati o con i contributi dei nuovi iscritti o dalla fiscalità generale. Un tale piano è definito anche pay-as-you-go, o PAYGO.

È importante tenere sempre ben presente questa distinzione in quanto essa è alla base di una possibile diversa definizione dei diritti dei due tipi di partecipante in quanto i primi – gli iscritti al piano a contributi definiti - non fanno altro che ricevere quanto hanno versato e quindi il loro diritto potrebbe essere equiparato a quello di un depositante che richiede al depositario la restituzione delle somme depositate.

Inoltre il diritto dei partecipanti al piano a contributi definiti potrebbe essere equiparato anche a quello dei percettori di una rendita vitalizia e quindi godrebbe della protezione degli articoli 1872 et seq. del Codice Civile.

Come funziona un piano a contributi definiti

Un piano a contributi definiti, o piano a capitalizzazione, con conversione in rendita vitalizia si articola in tre fasi:

a) La fase della contribuzione, in cui l’iscritto o il partecipante versa i contributi che si accumulano in un conto personale presso il promotore del piano e si rivalutano di anno in anno, a un tasso legato a un determinato indicatore economico o a un indice finanziario o alla performance di strumenti finanziari, fino al momento della pensione. La somma dei contributi e delle rivalutazioni si chiama montante. I contributi versati ogni anno in un piano a capitalizzazione per una pensione integrativa sono deducibili fino a 5.164,37 euro. Tali importi deducibili sono ripresi a tassazione in fase di erogazione della rendita ad un’aliquota agevolata, come vedremo al punto c).

b) La conversione del montante in rendita vitalizia in base a un coefficiente di conversione. Il coefficiente di conversione è determinato da fattori quali i tassi di interesse – per calcolare il c.d. tasso tecnico che riflette i rendimenti attesi dall’investimento delle somme depositate - le aspettative di vita del partecipante e altri fattori, a scelta del partecipante, il più importante dei quali è la reversibilità.

Le società private di assicurazione incorporano in genere in questo coefficiente un tasso tecnico che riflette un rendimento garantito che può arrivare fino al 2,5% (Bancoposta). Ciò significa che l’importo della rendita che il partecipante riceve comprende una maggiorazione garantita. Tuttavia, se negli anni successivi il fondo genera un rendimento superiore, il beneficiario riceve una somma ancora maggiore, al netto del rendimento garantito. Per esempio, se negli anni successivi alla conversione il fondo genera un rendimento in un anno del 5%, il partecipante al fondo con un rendimento minimo garantito del 2,5% riceve un ulteriore 2,5%.

Il coefficiente di conversione, inoltre, incorpora l’aspettativa di vita del partecipante. Attualmente in Italia l’aspettativa di vita a 65 anni è di 18 anni per un maschio e di 23 circa anni per una donna, quindi il coefficiente di conversione per un maschio è in genere maggiore di quello di una donna.

Infine, il coefficiente di conversione incorpora l’eventuale reversibilità, nel caso in cui il partecipante scelga di lasciare una pensione al coniuge superstite. Quindi chi non sceglie la reversibilità beneficia del coefficiente di conversione più alto; chi sceglie una reversibilità del 50% (cioè il coniuge superstite riceve il 50% della rendita) ha il coefficiente di conversione più basso del primo mentre chi sceglie una reversibilità del 100% ha un coefficiente di conversione più basso del secondo.

c) L’erogazione della rendita vitalizia, in cui il partecipante riceve in genere ogni mese, vita natural durante, una somma ottenuta moltiplicando il montante accreditato sul suo conto al momento della conversione per il coefficiente di conversione. In genere il montante che resta ancora depositato nel conto detenuto presso il promotore del piano continua a generare rendimenti – legati all’andamento degli indici o degli strumenti di cui al punto a) – che contribuiscono a maggiorare l’importo della rendita, al netto di eventuali rendimenti garantiti. Da notare che il percettore di una rendita erogata da un piano pensionistico privato riceve ulteriori benefici fiscali, dato che l’importo che rappresenta la rivalutazione sconta un’aliquota fiscale dell’11% (in quanto rendita finanziaria ulteriormente agevolata perché l’aliquota applicabile dovrebbe essere del 12,50%) mentre i contributi di 5164,37 euro all’anno dedotti fiscalmente nella fase di costituzione del montante sono tassati, in fase di erogazione della rendita, al 15%. Questa aliquota del 15% diminuisce dello 0,30% per ogni anno di partecipazione al fondo dopo i 15 anni, fino ad arrivare al 9% per chi ha versato contributi per 35 anni.

Come funziona la Gestione Separata INPS

La Gestione Separata INPS nasce nel 1996 ed è regolata dalla Legge 335/95.
La Gestione Separata INPS ha una dinamica identica a quella dei piani a contributi definiti o a capitalizzazione di cui sopra con le seguenti differenze:

Costituzione del montante

In questa fase i partecipanti al piano – i possessori di Partita IVA - versano ogni anno obbligatoriamente il 26% (in realtà è il 26,72% ma lo 0,72% è un versamento per finanziare alcune tutele quali maternità e assegni di famiglia) del loro reddito lordo, deducendo tale versamento dall’imponibile in sede di dichiarazione dei redditi.

La rivalutazione è calcolata moltiplicando il montante accumulato alla fine di ogni anno il tasso medio annuo composto di variazione del prodotto interno lordo nominale per i cinque anni precedenti, così come comunicati dalla Direzione Centrale delle Pensioni.

La tabella in basso riporta i tassi di capitalizzazione o di rivalutazione al 19/4/2011:
:

 

 

Montante maturato al

Coefficiente

31 dicembre 1996

1,055871

31 dicembre 1997

1,053597

31 dicembre 1998

1,056503

31 dicembre 1999

1,051781

31 dicembre 2000

1,047781

31 dicembre 2001

1,043698

31 dicembre 2002

1,041614

31 dicembre 2003

1,039272

31 dicembre 2004

1,040506

31 dicembre 2005

1,035386

31 dicembre 2006

1,033937

31 dicembre 2007

1,034625

31 dicembre 2008

1,033201

31 dicembre 2009

1,017935

 

A mero titolo informativo si riportano in basso i tassi di capitalizzazione, al lordo delle spese, di una polizza rivalutabile di Alleanza Assicurazione dal 1998 al 2003:

 

1998 (1.0975)

1999 (1.0804)

2000 (1.0752)

2001 (1.0802)

2002 (1.0610)

2003 (1.0464)

Caratteristica peculiare della Gestione Separata INPS è che, conformemente alla legge, poiché la rivalutazione si calcola sul montante accumulato a fine anno, i contributi versati non cominciano a rivalutarsi dal momento in cui è effettuato il deposito, come avverrebbe normalmente in un qualsiasi contrato finanziario, ma dalla fine dell’anno. Questo aspetto è tanto più peculiare se si considera che ogni anno i versamenti all’INPS sono effettuati in misura pari al 45% del totale per l’anno in corso a giugno e al 45% del totale per l’anno in corso a novembre.

Per esempio, se un partecipante deve pagare 10,000 euro di contributi nel 2011 all’INPS, i versamenti sono effettuati come segue: 4.500 euro a giugno 2011, 4.500 euro a novembre 2011, e 1.000 euro a saldo a giugno 2012. Tutti e 3 i versamenti cominciano a rivalutarsi dal 31 dicembre 2011, per cui i primi due versamenti risultano essere prestiti a tasso zero all’INPS e tale perdita di rivalutazione, subita dal partecipante al piano, è compensata solo in parte dalla rivalutazione a partire dal 31 dicembre 2011 dei 1.000 euro versati a giugno 2012.

La cosa è ancora più peculiare se si considera che, quando sono dilazionati i pagamenti a giugno, il partecipante deve anche pagare gli interessi all’INPS.

Infatti il partecipante alla Gestione Separata INPS che decida di pagare i 4.500 euro di giugno in 3 rate da 1500 euro cadauna – pagabili quindi a giugno, luglio e agosto - si vedrà addebitare gli interessi sulle due rate da 1.500 euro cadauna dovute a luglio e ad agosto.

Coefficiente di conversione

I coefficienti di conversione applicati attualmente dall’INPS ai partecipanti alla gestione separata sono i seguenti:

Gestione separata INPS

Questi coefficienti sono entrati in vigore il 1.1.2010 a seguito di una revisione delle aspettative di vita.

Queste tabelle sono aggiornate ogni 3 anni, quindi è presumibile che i coefficienti di conversione che entreranno in vigore l’1.1.2013 saranno elaborati nel 2012.

Quando si parla di abbassamento del coefficiente di conversione si cita sempre la speranza di vita che è aumentata. Ciò è vero solo in parte, perché il coefficiente di conversione è il risultato di una formula che tiene conto anche di altri fattori, quali i rendimenti attesi del capitale investito, la reversibilità della pensione e il sesso del partecipante.

Per esempio, a fronte di un coefficiente di trasformazione della Gestione Separata INPS di 0,0562 (€5620 all’anno per ogni €100,000 di montante) per un 65enne, maschio o femmina, con reversibilità del 60%, BancoPosta prevede un coefficiente di conversione per un maschio 65enne senza reversibilità di 0,63989 (€6398 all’anno per ogni €100.000 di montante)

Non è dato sapere come è calcolato questo coefficiente di conversione dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale né se è applicato un rendimento minimo garantito.

Rendita

Chi partecipa alla Gestione Separata INPS può andare in pensione all’età di 57 anni, a condizione che dopo aver convertito il montante in rendita applicando l’opportuno coefficiente di conversione quest’ultima risulti pari almeno a 6509,88 euro, o 1,2 volte la pensione sociale di 5.424,90 euro all’anno (Articolo 1, comma 19, Legge 35/1995). Per avere una rendita annuale di 6509,88 euro è necessario, a 57 anni, avere un montante pari ad almeno 147.315,68 euro.

Ultimamente è stata introdotta una finestra di 18 mesi prima di poter andare in pensione con la gestione separata.

I pagamenti mensili sono rivalutati annualmente in base al meccanismo della perequazione automatica

Inoltre la rendita pensionistica con la gestione separata sconta l’aliquota marginale del partecipante e non gode di alcuna agevolazione.

C’è da aggiungere che se il percettore della pensione corrisposta dalla Gestione Separata INPS continua a lavorare, i contributi diminuiscono al 17%. Questi contributi sono poi capitalizzati e rivalutati e vanno a integrare la pensione mensile. Sembra che tale operazione non possa però essere fatta più di due volte.

CONCLUSIONI

In base a quanto detto in precedenza il percipiente della pensione dalla Gestione Separata INPS – la pensione principale - è svantaggiato non solo nei confronti di chi percepisce una pensione in base a un piano retributivo ma anche nei confronti di chi percepisce una rendita in base a un piano a contributi definiti – vale a dire una pensione integrativa - la cui dinamica è esattamente uguale a quella della Gestione Separata.

Si riassumono di seguito tali svantaggi:

1) I prestiti a tasso zero fatti all’INPS due volte all’anno da chi versa gli anticipi, a volte anche con gli interessi, abbinati a una rivalutazione del montante forse non proprio adeguata.

2) La determinazione di un coefficiente di conversione poco trasparente, probabilmente senza l’attribuzione di un rendimento minimo garantito adeguato.

3) Il tempo di attesa prima di incassare la pensione, c.d. finestra. Un piano a contributi definiti è alimentato solo ed esclusivamente dal risparmio del partecipante, quindi non deve neanche essere considerato come spesa. Non ci sono i presupposti per definire le pensioni erogate dalla Gestione Separata come spesa, contrariamente alle pensioni erogate in base al metodo retributivo. Inoltre tale finestra potrebbe costituire una violazione dell’articolo 1879 del codice civile sulle rendite vitalizie in cui si afferma che il debitore “… è tenuto a pagare la rendita per tutto il tempo per il quale è stata costituita, per quanto gravosa sia divenuta la sua prestazione”.

4) Svantaggio fiscale. Le rivalutazioni e gli importi deducibili della pensione integrativa sono tassati rispettivamente all’11% e al 15% mentre la pensione percepita in base alla Gestione Separata INPS sconta l’aliquota marginale del percipiente che è pari almeno al 23%. In questo caso la cosa è tanto più paradossale se si pensa che quella dell’INPS è una pensione primaria mentre i piani a contributi definiti delle società private sono pensioni integrative.

5) Rendimenti. I rendimenti dell’INPS in fase di costituzione del montante forse sono inferiori a quelli offerti dalle società di assicurazione private. Inoltre, in fase di erogazione le pensioni della Gestione Separata aumentano in base all’indice dei prezzi al consumo delle famiglie di impiegati e operai mediante la perequazione automatica (1,4% nel 2011) mentre chi ha costituito il montante è un investitore che ha depositato presso l’INPS un capitale, anche ragguardevole. Basterebbe investire tali capitali in titoli di stato a lungo termine, che hanno un rischio pari quasi a zero, per ottenere almeno il 4,50%.

INTERVENTO

È opportuno agire per correggere leggi e regole che sono state fatte evidentemente con obiettivi completamente diversi da quelli dell’equità nei confronti dei partecipanti alla Gestione Separata.

Sarebbe opportuno stabilire un rapporto di collaborazione con il Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, che calcola il coefficiente di conversione, fra le altre cose. Un punto sul quale però bisogna insistere è che quella della Gestione Separata non è una spesa ma il rimborso di un capitale depositato presso l’INPS. Inoltre tale capitale dovrebbe essere remunerato con rendimenti adeguati sia in fase di costituzione del montante sia in fase di erogazione della rendita.

Infine, si dovrebbe fare in modo di non far applicare le finestre, con richiesta di risarcimento per coloro che hanno dovuto aspettare prima di vedersi restituire il capitale che hanno depositato.

Silvestro De Falco
——-
Traduttore finanziario, con esperienze maturate nei settori dell’international banking e del caffè negli Stati Uniti, dove ha vissuto dal 1977 al 1993.
È in possesso di un Master of Business Administration (MBA), con una tesi sul potenziale del mercato del caffè espresso negli USA, e un Bachelor of Science in Accounting.



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Laboratori di primavera di EST

Foto su Flickr Creative Commons

I Laboratori di primavera, workshop online di traduzione tecnico-scientifica organizzati dalla European School of Translation, stanno per partire.

Ogni laboratorio sarà articolato in tre lezioni online di 90 minuti ciascuna, con cadenza settimanale o quindicinale. Le classi virtuali potranno ospitare gruppi di minimo 8 e massimo 20 allievi.

Sono aperte le iscrizioni per i seguenti workshop:

Per i seguenti laboratori sono invece aperte le pre-iscrizioni:

Le quote di iscrizione sono le seguenti:

  • € 150,00 + IVA (€ 180,00) - iscrizione a 1 laboratorio (3 lezioni online in modalità webinar)
  • € 250,00 + IVA (€ 300,00) - iscrizione a 1 laboratorio (3 lezioni online in modalità webinar) + esame finale con correzione individuale della prova
  • € 260,00 + IVA (€ 312,00) - iscrizione a 2 laboratori (6 lezioni online in modalità webinar)
  • € 450,00 + IVA (€ 540,00) - iscrizione a 2 laboratori (6 lezioni online in modalità webinar) + esame finale con correzione individuale della prova

Per ulteriori informazioni potete contattare lo staff di EST attraverso il modulo di contatto.

Foto “Spring!” su Flickr Creative Commons



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Il lavoro autonomo si manifesta

Care colleghe e colleghi,

nelle ultime due settimane non sono mancate le occasioni d’incontro e di dibattito sul lavoro autonomo e quindi anche su di noi.

Il 27 aprile l’Ires ha presentato il Rapporto di ricerca Professionisti: a quali condizioni? cui ha contribuito la Consulta delle professioni della CGIL.

Il 28 aprile, Sergio Bologna e Dario Banfi hanno presentato il libro Vita da freelance a la Feltrinelli di Roma.
Qui la presentazione di Aldo Marchetti a Sabato libri di Radio popolare.

Il 9 maggio il Partito Democratico ha organizzato La notte bianca della precarietà in diverse città, a Milano, Roma, Napoli e Torino e presentato la proposta di legge Statuto del lavoro autonomo di cui Cesare Damiano è primo firmatario.
Potete scaricare il testo della proposta qui.
L’ex Ministro del lavoro, sollecitato e venuto a più miti consigli, propone all’articolo 22:
“4. La delega di cui al comma 3 è esercitata nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) istituzione di un’evidenza contabile, di seguito denominata «contabilità dei professionisti», dei versamenti effettuati dai liberi professionisti di cui al comma 3;
b) progressiva diminuzione dell’aliquota dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti per gli iscritti alla contabilità dei professionisti fino a raggiungere, nel 2014, un valore pari all’aliquota stabilita per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS degli artigiani e dei commercianti;
c) aumento, a decorrere dal 2012, dell’aliquota aggiuntiva per tutti gli iscritti alla gestione separata di cui al comma 3 in misura pari all’1,50 per cento”.

Una buona notizia, se mai questa proposta arriverà ad essere discussa e approvata dal nostro parlamento.

Infine ieri, 11 maggio 2011, nella bella Sala conferenze del Macro di Roma, un gruppo di persone tenaci e perseveranti è riuscita a presentare il Manifesto del lavoro autonomo di Acta di fronte ad un pubblico numeroso, interessato e partecipe.
La registrazione integrale si può ascoltare sul sito di Radio radicale, qui.

Abbiamo fatto molta strada negli ultimi due, tre anni. Abbiamo preso la parola direttamente nella realtà virtuale e siamo diventati fisicamente presenti nel mondo reale. Non siamo più invisibili e silenti.
Questo non vuol dire che abbiamo raggiunto la meta o che abbiamo ottenuto risposte concrete e definitive alle nostre istanze. C’è ancora tutto da fare.
Del percorso che ci ha portato fin qui, che ci ha fatto uscire allo scoperto, voglio ringraziare Anna Soru e Sergio Bologna di Acta e Davide Imola della Consulta delle professioni della CGIL.

Buon ascolto e buona lettura

Elena



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Manifesto dei lavoratori autonomi: Roma trema

COMUNICATO STAMPA Roma, 26 aprile 2011

11 maggio, Roma trema: la scossa del Quinto Stato
La profezia si avvera, il sommovimento sociale è arrivato

Roma-trema-11-maggio-2011-Macro

-

Presentazione del
Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione:
Mercoledì 11 maggio 2011, ore 18.30
MACRO - Museo d’Arte Contemporanea Roma
Sala Conferenze
Via Nizza 138, angolo Via Cagliari

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Parteciperanno al dibattito Anna Soru, ricercatrice e presidente dell’associazione che difende e promuove i diritti sociali, previdenziali e fiscali dei lavoratori autonomi, e Sergio Bologna, uno dei più conosciuti intellettuali italiani, membro del Consiglio Direttivo di ACTA e consulente per grandi aziende ed enti pubblici.

Non sarà un terremoto a scuotere Roma l’11 maggio, come sostiene la profezia, ma il “sommovimento sociale” del Quinto Stato che preoccupa da mesi il presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua. Ai 300 mila lavoratori autonomi, parasubordinati, precari e alle partite Iva che producono nella Capitale, il presidente dell’Inps non intende rivelare l’importo delle loro future pensioni perché sa che sarà di molto inferiore a quella sociale. Nella quotidianità questi lavoratori e lavoratrici vivono senza avere diritto a un welfare dignitoso, dall’assistenza sanitaria alla maternità, e non hanno più intenzione di subire in silenzio questa clamorosa ingiustizia.

Il Manifesto esprime un giudizio impietoso del modo in cui è evoluto - o si è deteriorato - il welfare in Italia e illustra alcune proposte chiare e una lista di rivendicazioni a cui il mondo politico e il sistema previdenziale dovranno dare risposta.
Promosso e scritto da ACTA, il Manifesto è un nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia e intende promuovere e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale.



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Traduttore, libero professionista, freelancer: a quale condizioni?

Professionisti: a quale condizioni

È stata presentata la ricerca condotta dall’IRES sui professionisti e promossa dalla Consulta delle Professioni assieme alla Filcams CGIL.

L’indagine ha esplorato le condizioni di lavoro, professionali e le esigenze di protezione sociale dei professionisti autonomi, dipendenti e praticanti.

La ricerca è stata presentata dai Ricercatori IRES Daniele Di Nunzio e Salvo Leonardi, da Franco Martini Segretario Generale Filcams e Danilo Barbi Segretario Confederale CGIL.

Potete trovare qui la sintesi e la versione completa del rapporto: http://www.ires.it/node/1456

Buona lettura



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Vita da freelance

Vita da freelance - I lavoratori della conoscenza e il loro futuro

Care colleghe e colleghi, romani soprattutto,

Giovedì 28 aprile alle 18.00
presso la Feltrinelli
Piazza Colonna 31/35 a Roma

Sergio Bologna e Dario Banfi presentano il libro Vita da freelance, Feltrinelli, 2011

“La rappresentazione del lavoro autonomo (o indipendente) finora offerta confonde ancora quello “di prima generazione” (coltivatori diretti, commercianti, artigiani, professioni liberali protette da ordini) con il lavoro scaturito dalla trasformazione postfordista. Si confonde un modo di lavorare antichissimo con quello che è apparso solo negli ultimi trent’anni, creando così pasticci di tipo statistico, mediatico e, cosa assai più grave, normativo.

In questo libro gli autori, di due generazioni differenti, ci aiutano a scoprire che le cose stanno cambiando in profondità anche nell’universo del lavoro indipendente postfordista. Il tipico individualismo del lavoratore indipendente, chiuso nella sua casa-ufficio e collegato al mondo solo per via remota, subisce un profondo cambiamento in virtù di una nuova spinta all’associazionismo, alla coalizione, alla community. Passando da New York a Londra, da Parigi a Milano, gli autori seguono le tracce di un movimento associativo di segno nuovo, che si confronta direttamente con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative. I lavoratori indipendenti vogliono un riconoscimento del loro ruolo nell’economia della conoscenza.

Il nuovo mondo delle professioni è fatto di freelance, milioni di lavoratori in perenne tensione tra libertà e vincoli, tra creatività e conformismo, tra sapere tacito e saperi standardizzati. Settori importanti del mondo del business prevedono che questi lavoratori della conoscenza saranno fondamentali nel prossimo futuro. Per questo è utile sin da ora conoscerli meglio”.

Penso sia un appuntamento da non mancare.

Saluti

Elena



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