Gli strumenti di traduzione fanno un passo avanti!

Strumenti di traduzione
Sono lieta di presentarvi il nostro avanzato CAT (Computer Aided Translation) Tool chiamato XTM, progettato specificamente per le agenzie di traduzione e traduttori freelance.

In breve, XTM è un ambiente di traduzione basato su Browser. XTM consente a Project Manager e Traduttori/Revisori/Terminologi di lavorare attraverso il web, creare e gestire progetti attraverso un’interfaccia semplice, intuitiva e descrittiva. É possibile elaborare tutti i principali formati di file ed avere il controllo completo della Translation Memory.

XTM è un ambiente efficiente e collaborativo in cui il Program Manager è in grado di allocare risorse in modo efficace e i traduttori possono lavorare contemporaneamente in tempo reale su grandi progetti. Basato sui principali Open Standard, XTM automatizza molti processi che precedentemente venivano eseguiti manualmente e offre ai traduttori professionisti un nuovo e semplice modo di lavorare.

XTM International ha organizzato il primo webinar per l’Italia: “Gestire e Tradurre Progetti con XTM”, potete registrarvi gratuitamente al seguente link:

http://www.xtm-intl.com/webinar/webinar-it.html

Antonella Foti - Marketing and Sales Executive

XTM International

Tel. +44(0)1753 480469 - Skype: antonella.foti - email: afoti@xtm-intl.com - www.xtm-intl.com



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Proposte nuove regole di traduzione per il brevetto unico europeo

La Commissione europea ha presentato il 1° luglio 2010 una proposta sulle regole in materia di traduzione per il brevetto europeo

Cari colleghe e colleghi,

una notizia non incoraggiante per il futuro delle lingue europee e anche per noi che di traduzioni viviamo.

Buona lettura

Elena

La Commissione europea ha presentato una proposta sulle regole in materia di traduzione per un futuro Brevetto UE, che costituiscono la casella finale necessaria per consentire al Brevetto UE unico di diventare realtà. Oggi, ottenere un brevetto in Europa costa dieci volte di più che negli USA. Questa situazione finisce per scoraggiare l’attività di ricerca e sviluppo e l’innovazione e indebolisce la competitività dell’Europa. Per questo motivo è necessario intervenire in modo che gli autori di innovazioni possano tutelare le proprie invenzioni a un costo ragionevole con un brevetto unico valido per l’intero territorio dell’UE, sostenendo costi di traduzione minimi e senza la necessità di dover convalidare il brevetto a livello nazionale come avviene attualmente. La nuova proposta si basa sull’esperienza positiva del sistema a tre lingue dell’Ufficio europeo dei brevetti (UEB) e, se venisse adottata, ridurrebbe drasticamente gli attuali costi di traduzione. (continua)

L’Italia minaccia il veto alla proposta della Commissione europea sul progetto di brevetto comunitario valido nei 27 Paesi membri dell’Ue, che attribuisce uso e valore legale a inglese, francese e tedesco escludendo italiano, spagnolo e le altre 18 lingue ufficiali. (continua)

La Commissione Ue adesso vuole stringere i tempi e procedere con la proposta del brevetto unico europeo basato sulle tre lingue principali della Ue, escludendo le altre, comprese l’italiano e lo spagnolo. (continua)



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INTRASTAT per il regime dei contribuenti minimi: novità

Buone notizie per i traduttori soggetti al regime dei “minimi”: non sono obbligati a presentare la dichiarazione Intrastat per i servizi di traduzione resi a clienti intracomunitari


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 36E del 21 giugno 2010 ha finalmente chiarito come deve comportarsi rispetto alle dichiarazioni Intrastat chi ha aderito al regime dei contribuenti minimi. La novità più importante è che per i servizi fatturati a clienti intracomunitari non è necessario compilare e presentare la dichiarazione Intrastat.

La circolare dedica le pagine 5 e 6 alla domanda “A quali obblighi sono tenuti gli operatori soggetti al regime dei “minimi” e alla sua risposta. Riassumo cercando di tradurre dal fiscalese:

se il contribuente minimo ACQUISTA beni oppure servizi da un operatore intracomunitario, DEVE presentare la dichiarazione Intrastat e inserire la fattura del fornitore nell’elenco degli acquisti di beni e servizi ricevuti. A parte l’obbligo Intrastat, la circolare ricorda che i contribuenti minimi in questo caso devono applicare l’IVA a se stessi (con un’autofattura o un’annotazione sulla fattura originale), e poi versare l’imposta;

se il contribuente minimo VENDE beni o servizi (tra cui rientrano le traduzioni) ad un operatore con partita IVA comunitaria, NON DEVE presentare la dichiarazione Intrastat per questi beni o servizi resi.

Benvenuta semplificazione!

Nadia Gazzola
Traduttrice freelance
Tedesco>Italiano, Inglese>Italiano

P.S. Grazie per la gentile collaborazione alla collega Laura Fenati



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Lavoratori autonomi con partita IVA

il venerdì di Repubblica e l’Italia delle partite IVA

Care colleghe e colleghi,

stamattina ho comprato la Repubblica con il noto inserto, il venerdì, che dedica un lungo articolo alle nuove partite IVA.
L’inviato, Riccardo Staglianò, conduce un’indagine interessante ed utile.
Sottolinea bene l’iniquità del sistema previdenziale della gestione separata e l’assurdità dell’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive, cui siamo soggetti.
Ero quasi contenta nel leggerlo, le premesse c’erano tutte per dire su un settimanale di vastissima diffusione cosa sta succedendo nel mercato del lavoro: la crescita forzata delle (false) partite IVA, l’esternalizzazione che serve solo a liberare i datori di lavoro dagli oneri previdenziali e che ha portato al disastro chi professionista autonomo è di costituzione.
Come anche la dichiarazione, per una volta chiarissima, che grazie ai cosiddetti precari il nostro sistema previdenziale si regge in piedi, cito: “Dal 2009, infatti, l’Inps ha smesso di rendere pubblici i dati della gestione separata. Per evitare due scoperte imbarazzanti, sostengono gli esperti. Ovvero che i precari sono aumentati e contribuiscono in modo decisivo all’avanzo di 8 miliardi nel bilancio dell’istituto. “Le partite iva sono ormai usate come un bancomat per rimpinguare le casse previdenziali in crisi” sentenzia Di Nicola. Peccato che loro, se le cose non cambiano, andranno in pensione sì e no con 500 euro”. (p. 22 de il venerdì di Repubblica, 11 giugno 2010).

La conclusione dell’articolo lascia però l’amaro in bocca, è come uno schiaffo (l’ennesimo) che dobbiamo prenderci senza possibilità di replica.
Siamo gli evasori fiscali, quelli che non pagano le tasse, i responsabili dei 30 miliardi di evasione dell’IVA che se fossero recuperati “il nostro Paese non avrebbe bisogno di alcuna manovra”.
In sintesi nostra la colpa della crisi economica e dei tagli alla spesa pubblica e della pensione a 65 anni per le donne e chi più ne ha più ne metta.
Accidenti! E io che credevo fossero responsabili le banche e le transazioni finanziarie e i giochetti in borsa, fatti da chi di soldi ne ha tanti e ne avrà sempre di più e che le tasse non le paga per legge.

Insomma, come ho già detto in altra occasione, non serve, anzi è pericoloso continuare a dividere il mondo del lavoro, dipendenti tutelati da un lato e autonomi precari dall’altro, creando il mito dell’autonomo evasore contro il dipendente tartassato.
I termini del problema sono altri.

Inoltre nell’articolo mancano riferimenti e confronti con le professioni ordinistiche, gli artigiani e i lavoratori autonomi classici che sarebbero stati utili a rendere più chiara la situazione.

In ogni caso, buona lettura

Elena



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Gestione separata: l’INPS discrimina le madri adottive

L’INPS discrimina le madri adottive iscritte alla gestione separata

Tra le tante discriminazioni di cui sono vittime gli iscritti alla gestione separata c’è anche la mancata applicazione della maggiore tutela per la maternità adottiva introdotta dalla Finanziaria 2008 (ultima finanziaria del Gov. Prodi). La Finanziaria ha esteso anche alle mamme adottive i 5 mesi di congedo (o indennità) di maternità previsti per le madri biologiche. Questa estensione vale per tutte le lavoratrici (dipendenti, artigiane, commercianti, ecc.) tranne che per le iscritte alla gestione separata.

Insieme ad altre mamme adottive nella mia stessa situazione stiamo cercando di sensibilizzare chi di dovere su questa questione e, possibilmente, cambiare questo trattamento iniquo. Il senatore del Pd Francesco Ferrante ha accolto la nostra richiesta di aiuto e giovedì 27 maggio presenterà un’interrogazione ai ministri del Welfare e delle Pari opportunità, Sacconi e Carfagna.

“…Una volta equiparato il congedo di maternità delle iscritte - prosegue Ferrante - alla Gestione separata a quello delle dipendenti per quanto riguarda la maternità biologica (5 mesi), una volta sancito che ‘in caso di adozione di minore, il congedo di maternità … spetta per un periodo di cinque mesi dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, cosí recita la legge, c’è davvero bisogno di una legge o di una circolare ad hoc dell’Inps che ribadisca esplicitamente che tutto questo vale anche per le iscritte alla Gestione separata? È assolutamente evidente - conclude il senatore Pd - che il governo deve rimediare subito a questo trattamento discriminatorio che finora è stato riservato a chi ha scelto la strada lunga e tortuosa dell’adozione, affrontando anche ingenti spese economiche. Non possiamo che attenderci dai ministri Sacconi e Carfagna un intervento risolutore in tempi rapidissimi…”. (ANSA)

Giuliana Grisendi

Segnalo una breve intervista sull’argomento che è andata in onda su RaiNews 24 lunedì 24 maggio, nell’ambito della trasmissione Altrevoci Diritti negati. La si può rivedere dal 25:00 minuto in poi.



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Traduzioni: proposta di posto fisso part-time

Impiego fisso part-time per traduttore

Oggi ho ricevuto un’offerta di lavoro alquanto singolare.

Mi si offre un part-time a scelta fra 12 e 20 ore settimanali (suddivise in 4 ore giornaliere), con un compenso fisso complessivamente di rispettivamente 480 e 840 Euro mensili, più IVA. La produttività attesa in 4 ore giornaliere è di 10 cartelle. Per traduttori residenti in Italia si potrebbe anche valutare l’assunzione.

Per me, che ho quasi 20 anni di esperienza alle spalle, 10 cartelle in 4 ore sono utopia, sono possibili solo in casi rari di argomenti triti e ritriti e il compenso è a dire il vero scandaloso. Facendo un rapido calcolo, in questo modo offrono circa 4,20 Euro lordi a cartella prodotta nel caso delle 20 ore settimanali, 4,00 Euro tondi invece nel caso delle 12 ore settimanali.

So che per molti potrebbe essere allettante un compenso mensile fisso, ma a queste condizioni?

Petra Haag



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EST vi invita a Tradurre: Diventare freelance

Tradurre

Foto Flickr creative commons

Aria d’estate? È tempo di una nuova puntata di Tradurre, il webcast gratuito della European School of Translation. Questa puntata sarà interamente dedicata alla Online Summer School 2010 – “Diventare freelance”: l’appuntamento è per giovedì 27 maggio dalle 18.00 alle 19.00.

>>La partecipazione è gratuita. Registratevi qui! <<

A due settimane dall’inizio delle lezioni della Online Summer School e a  pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni scontate con la tariffa Early Bird, Andrea Spila e Melani Traini incontreranno i docenti per approfondire il programma e per dare qualche anticipazione sui contenuti.

Durante la puntata potrete fare domande agli organizzatori e ai docenti per scoprire i motivi per i quali la Online Summer School 2010 può diventare il vostro passaporto per entrare nel mondo della libera professione.

Tutti coloro che parteciperanno in tempo reale alla puntata di Tradurre potranno inoltre prendere parte a un quiz in cui metteremo in palio un buono per la partecipazione gratuita alla Online Summer School 2010.



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Tariffe: traduzioni editoriali

Noi traduttori oscuri di best seller: articolo dedicato alle traduzioni editoriali

Sul sito di Biblit è stato segnalato il seguente articolo apparso sul Corriere di Bologna.it che verso la fine riporta la seguente affermazione:

“La paga va dal minimo di 4-5 euro a cartella a una buona cifra media che sono 10-12 euro a cartella, poi c’è anche chi paga di più, i curatori arrivano a 10-16 euro a cartella — illustra sempre Colitto — traduttori affermati come me non hanno risentito della crisi, ma chi si accinge a farlo ora non gode di un salario dignitoso, anzi ti propongono solo stage, cioè lavoro gratis”

Varie colleghe di Biblit hanno mandato commenti all’articolo, questo è il mio

Gentile Redazione:
ho letto l’articolo intitolato “A Bologna, l’altra vita degli scrittori - Noi, traduttori oscuri di best seller” e vorrei fare alcune precisazioni in merito alle affermazioni fatte riguardo alla “paga”.
Bisogna innanzitutto considerare che le cifre percepite sono _al lordo_, quindi parlare di un minimo di 4-5 euro significa riceverne la metà. Anche la cosiddetta “buona media” di 12 euro non consente di mantenersi visto che ne rimangono sì e no 6. A meno di riuscire a tradurre 10 cartelle l’ora, cosa impensabile. Questo perché persiste il pregiudizio che tradurre non è una professione ma un hobby che chiunque può svolgere, tanto più che oggi c’è il supporto dei traduttori automatici.
Pagare 4-5 euro a cartella significa avere una qualità da traduttore automatico, legittimare lo sfruttamento degli esordienti e svilire un lavoro che permette al pubblico italiano di leggere una buona metà dei libri pubblicati tra saggi e romanzi.
Tradurre è una professione impegnativa che richiede tempo e costanti aggiornamenti sia in campo linguistico che informatico ed è davvero avvilente che in un paese come il nostro si possa pensare che chi traduce non debba poter vivere del lavoro che fa.

Cordiali saluti.

Flavia Vendittelli



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Numero di maggio di Traducendo mondi

È online il numero di maggio de Le Reti di Dedalus, rivista del Sindacato Nazionale Scrittori.

Nella rubrica Traducendo Mondi abbiamo un articolo di Claudia Lionetti dal titolo “Tra professione e Passione”. Claudia ci parla di dodici mesi in compagnia del libro L’orda del vento di Alan Damasio, da lei tradotto.

Segnaliamo anche un articolo di Federica Aceto, per la rubrica Diario d’autore, in cui parla della sua “doppia vita” di traduttrice e insegnante carceraria.

Il traduttore letterario raramente si trova in natura allo stato puro. Molto spesso fa altri lavori, sia per ovvi motivi economici sia per ricaricarsi e uscire dalla sua famigerata solitudine. Troviamo spesso traduttori-redattori, traduttori-revisori, traduttori-contadini, traduttori-insegnanti. Quest’ultima specie, alla quale io appartengo, è forse la più comune continua

Ricordiamo che chi volesse contribuire con un articolo può scrivere a Federica Aceto, all’indirizzo federica@aisling.it

Buona lettura



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EST presenta la Summer School 2010 - Diventare freelance

Sono aperte le iscrizioni per la Online Summer School 2010 - Diventare freelance, il corso estivo della European School of Translation interamente online dedicato quest’anno agli strumenti necessari per l’avviamento della professione del traduttore. Saranno fornite tutte le competenze necessarie per l’avviamento della professione freelance.

Il corso è realizzato in collaborazione con ACTA (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato) e prevede 6 settimane di incontri tenuti da professionisti, dal 14 giugno al 2 luglio e dal 13 settembre al 1° ottobre. Il programma prevede tre cicli di lezioni:

  • Strumenti informatici
  • Strumenti professionali (anche per non traduttori)
  • Strumenti linguistici

>> Consultate il programma dettagliato <<

Le quote di iscrizione sono le seguenti:

  • Early Bird – Solo dal 30 aprile al 31 maggio 2010:  euro 280,00 + IVA (euro 336,00 IVA inclusa)
  • Quota intera – Dal 1° giugno 2010: euro 350,00  + IVA (euro 420,00 IVA inclusa)
  • Solo modulo “Strumenti professionali” (8 seminari): euro 125,00 + IVA (euro 150,00 IVA inclusa).
  • Gli studenti universitari di lingue e traduzione hanno inoltre diritto a uno sconto speciale ma dovranno contattare i nostri uffici per ottenere il codice sconto (tel. 06-5809666).



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