Riforma del mercato del lavoro: ci hanno preso per il mulo

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Care colleghe e colleghi,

ho scelto questa immagine e questo slogan proposto da alcuni sciamannati - e sono una di loro - che credono che, se non l’unione, certo la coalizione fa la forza, perché, almeno, fa sorridere.

Sono ore di scoramento queste, e abbiamo bisogno di consolazioni.
Prima della rabbia che in tanti modi si manifesta e manifesterà, le ultime settimane sono state per me, senza esagerazione, dolorose.

Il legislatore con il volto dei “tecnici”, della signora ministro Fornero in particolare, tanto per cambiare, usa il mondo del lavoro indipendente, autonomo, atipico o precario (dipende dai punti di vista) per fare cassa.
Siamo il bancomat di questo paese.

In pochi anni la nostra aliquota contributiva per la previdenza (pensione) raggiungerà il 33% del reddito preimposta.
Senza avere _nulla_ in cambio: nessuna tutela sociale, di carattere assistenziale (malattia) e di sostegno al reddito (ASPI).
Paghiamo, come nessun altro lavoratore autonomo, come nessun libero professionista, nessun dipendente e nemmeno nessuna impresa.
Tutti, ma proprio tutti pagano di tasca propria meno di noi per la previdenza: dal 9% del lavoratore dipendente, fino al 24% delle imprese che _sommati_ danno il fatidico 33%.
Gli iscritti e iscritte alla Gestione INPS sono la bestia da soma di questo paese.

Ci hanno preso per il mulo.

Buona serata, comunque

Elena Doria



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