Traduttori nel web 2.0

Mi meraviglio sempre perchè proprio i traduttori (almeno i traduttori tecnici), che passano intere giornate in rete, sfruttano poco i vari servizi del nuovo, cosìddetto web 2.0.

Raramente si trova un collega su Friendfeed o Twitter e invece di condividere dei link tramite il social bookmarking, p. e. del.icio.us, siti interessanti, trovati durante le ricerche, spesso vengono ancora memorizzati in privato, fra i preferiti dell’Internet Explorer nel proprio computer, come nel secolo scorso.

E’ vero che si deve investire e perdere un po’ di tempo per sviluppare la propria presenza in queste “communities” eppure questa presenza non crea soltanto una rete di contatti, ma genera anche lavoro. Ho ricevuto vari incarichi da committenti che mi hanno trovato su Xing. Fra i miei Twitter-friends ci sono avvocati, webdesigner, … Non so più come ho fatto prima.

Almeno l’uso del Facebook diventa sempre più diffuso. Sembra che il numero degli utenti italiani esploda proprio in questi mesi. E ovviamente c’è anche la Checklist con una propria Facebook-page.

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6 commenti su “Traduttori nel web 2.0”

  1. Sarà perché passo già troppe ore qui davanti, ma come ho due minuti liberi, preferisco interloquire con un essere umano in carne ed ossa piuttosto che un’amica su Fakebook (come lo chiamo io)?
    Tu mi conosci, sai che ho una conoscenza media++ dei pc, ma in effetti come internauta faccio un po’ pena… mai sentiti nominare i siti a cui fai riferimento.
    Invece in questo momento di crisi, i miei clienti mi contattano quesi esclusivamente tramite il mio sito (grazie alle dritte di Dirk e alle parole chiavi ben impostate!), e sono clienti diretti che scavalcano le agenzie per risparmiare qualcosina.
    Berit

    ps. Mi piace un casino l’immagine di Hermanda Paradiso.
    Se vuoi, puoi anche pubblicare qui il mio auto-ritratto!

  2. lo so che sembra una follia, ma io per esempio non avevo mai pensato a mettere online i miei segnalibri. Oggi lo faccio!

  3. Ho sempre trovato lavoro da editori e agenzie senza problemi. Quanto a quel genere di siti (a parte Xing) me ne tengo volentieri alla larga, soprattutto Facebook, per motivi di sicurezza.
    Appunto perché noi traduttori (nel mio caso sia editoriale che tecnico) passiamo già troppo tempo in rete, se possibile, come dice anche la cara Berit che saluto, interloquiamo con un essere umano. Inoltre o traduciamo oppure facciamo altro. Se mi devo inserire su un sito preferisco farlo sui siti di categoria e poi trovo veramente “boring” compilare i moduli on line. Che ci volete fare, ragazzi, dopo 58 anni di vita, di cui 42 come traduttore, ne ho un po’ piene le scatole di tutte queste cose. Ciao

    Leonardo

  4. Ciao a tutti, è un bel po’ che non seguo il forum, ma questo post mi è piaciuto proprio. Interessanti anche i commenti :)
    Personalmente sono combattuta, più che altro per problemi di privacy.
    In effetti, sono presente con nome e cognome su social network come LinkedIn o Xing, e dedico spesso un po’ di tempo a fare networking - soprattutto di questi tempi, non si sa mai da dove potrebbe arrivare qualche proposta interessante :)

    Su Twitter, FriendFeed, sul blog, sono registrata invece anonimamente. Più che altro, ho aperto il blog ai tempi della nascita di mio figlio, e parlavo poco o niente di traduzione, così twitter e FF hanno seguito il nick anonimo.

    Ho notato solo di recente (con i nuovi social network, come Facebook) l’abitudine di comparire in rete con nome e cognome, e francamente al di fuori dei siti professionali faccio fatica ad abituarmici; per esempio, mi sono registrata su Facebook con nome e cognome, e forse sbaglierò, ma lo vedo troppo come un network poco professionale (per quello ho LinkedIn), e non potrei mai linkarlo ai miei twit rigorosamente anonimi ;)
    Oltre a tutto, non so quanto possano interessare ai miei clienti le ’sparate’ del mio seienne ;)
    (Una collega mi ha detto che ho la Sindrome di Le Carré… LOL)
    Alessandra

  5. Ciao e buon anno!

    Ritengo che le possibilità offerte dal Web 2.0 siano imperdibili per i giovani che si affacciano alla professione e, diciamocelo, hanno tempo da dedicare a questi siti. Chi è già avviato spesso ha poco tempo e anche poca necessità di ampliare il proprio giro di clienti e quando ha del tempo libero preferisce fare altro, anche quando la congiuntura economica suggerirebbe, ahimè, di tornare a investire tempo nel marketing. Ma l’entusiasmo degli inizi, almeno nel mio caso, è decisamente scemato.

    Sull’argomento ho scritto un articolo che esamina anche e soprattutto un altro punto di vista, quello del Web 2.0 come oggetto del nostro lavoro, oltre che come strumento. Potete trovarne la prima parte qui:
    http://www.amtrad.it/articles/Web20-1.php

    Alessandra

  6. Complimenti per l’idea della Facebook-page.
    Personalmente sfrutto pochissimo i servizi del nuovo web.2 e mi sono disiscritta da quasi tutte le liste e i blog per traduttori, non perché ritenga che siano inutili, ma perché mi sono prefissa di limitare al massimo il tempo che trascorro davanti al computer. A Monaco ho occasione di conoscere personalmente tanti professionisti e di crearmi una rete di contatti reali, anche perché punto molto sul mercato locale. Sono dell’opinione che il mondo virtuale sia assolutamente fuorviante e che l’idea che spesso ci facciamo delle persone non corrisponda affatto alla realtà. Questo mi fa paura e mi rende insicura. Inoltre, tutto quel “cicaleccio” proveniente dal web in sottofondo mentre lavoro in modo concentrato mi innervosisce non poco. Il web 2. e le mailinglist sono anche più adatte alle persone che sanno sfruttare questi strumenti con l’intento di crearsi un’image, dunque “a freddo” e con distacco, mentre io sono una persona impulsiva, che non ha tanta voglia di mettersi in bella mostra. Nel contatto diretto si può essere se stessi, in quello virtuale no. Ho lavorato nel settore pubblicitario e sono scappata, non vorrei essere costretta a rientrarci per la porta di servizio;-) Ovviamente anch’io ho bisogno di farmi conoscere, ma mi riesce molto meglio “sul campo”.
    Buona giornata
    anna

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