Ricevo da Proz e pubblico:
“Insieme con l’Associazione ACTA - abbiamo deciso di organizzare un incontro per parlare di come possiamo agire, partecipare e muoverci per cercare di modificare il nostro regime previdenziale.
L’appuntamento è alla Libreria Odradek, a _Roma_ in Via dei Banchi Vecchi 57 (incrocio con Corso Vittorio), alle ore 18.00 di giovedì 29 gennaio 2009.
L’invito è aperto anche a colleghe/i non iscritti a proz, oltre che a professionisti di altre categorie che rientrano come noi nella gestione separata INPS (archeologi, bibliotecari, etc.). Potete anche far girare l’invito su altre reti.
Poiché l’incontro durerà circa due ore, potremmo poi andarci a mangiare una pizza lì vicino, ma in questo momento non mi viene in mente niente di particolare. Mandate proposte, se ne avete.
In attesa di organizzare la parte mangereccia/cena, il costo dell’incontro è ridotto al minimo: il costo complessivo è di 50 euro, da dividere tra i partecipanti. Quindi venite numerose/i, così paghiamo quasi niente, e cogliamo l’opportunità per andare oltre la fase di lamentela per le nostre future pensioni, per passare a una fase più attiva.”
Links:
Per informazioni su ACTA consultare il loro sito actainrete.
Leggi anche Ora di farsi sentire nel forum italiano di Proz.
Nel dicembre dell’anno scorso abbiamo organizzato un piccolo sondaggio sulla condotta da seguire se un’agenzia di traduzioni chiede ai traduttori di abbassare le tariffe a causa della crisi finanziaria. Abbiamo proposto lo stesso sondaggio anche in un nostro blog tedesco.
La partecipazione è stata minima - soltanto 170 voti (eppure le pagine con i moduli per votare sono stati visitati più di 2.000 volte; strano, sarebbe bastato solo un clic) - ma la presa di posizione dei colleghi, sia in Italia sia in Germania, è risultata chiara.
Il 96% dei colleghi ha votato “no, io mantengo le mie tariffe”, soltanto il 4% sarebbe disposto ad andare incontro all’agenzia.
Noi abbiamo dato una risposta negativa all’agenzia che ce lo aveva chiesto, con una chiara motivazione: il no ce lo possiamo permettere.
Ma sappiamo anche che la grande maggioranza, specialmente dei colleghi più giovani, da cui riceviamo centinaia di curricula ogni mese, non si può assolutamente permettere questo “no”, e non lo dirà. Io personalmente non credo per niente ai risultati di questo sondaggio. Penso che abbiano votato ed espresso commenti soltanto coloro che si possono permettere di dire no. Gli altri hanno preferito stare zitti, e li capisco. Non ho un’altra interpretazione del risultato dei sondaggi. Conosco bene il mercato delle traduzioni e i suoi sviluppi più recenti.
Nel 2008 abbiamo ricevuto soltanto il 20% degli incarichi per i quali ci era stato richiesto un preventivo (clienti diretti nuovi). Nel 2007 avevamo ricevuto il 40% degli incarichi. Naturalmente questo sviluppo è particolarmente forte nel nostro settore (documentazione tecnica) in cui una grande parte degli incarichi viene da medie e piccole imprese che vogliono entrare nel mercato europeo. Per un piccolo produttore di software o macchinari è una bella differenza se paga 4.000 invece di 5.000 Euro per la regolare traduzione delle sue documentazioni.
Io credo che non si possa ignorare questo sviluppo. Abbiamo deciso di non aumentare le nostre tariffe come normalmente ogni anno, ma non intendiamo abbassare quelle concordate con le agenzie.
Con i clienti diretti è diverso. Ogni cliente diretto è un caso singolo e si può sempre trovare un accordo. Gli elementi in gioco sono tanti: se qualcuno chiede di andargli incontro normalmente è disposto a fare altrettanto, e se posso avere un documento originale preparato meglio e concordare una scadenza di 10 giorni per il pagamento della fattura e un acconto del 33% sono sempre disponibile a trattare (entro certi limiti); inoltre: si creano relazioni; la maggioranza dei clienti diretti ritorna e una collaborazione basata sulla fiducia, a lungo termine, ha il suo valore.
(Mi riferisco prevalentemente al mercato tedesco, svizzero e austriaco, dove trovo i nostri clienti, e sarei molto interessato a sapere come stanno le cose in Italia; dovrebbe essere molto peggio qui, no?)
Links:
globalwatchtower.com: Economic Crisis? Some LSPs Ask “What Crisis?” (inglese)
aldrige.de: Feeling the economy (inglese)
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