Pagamento | applicazione di sconti



Sconti - no sconti

Spesso a un traduttore tecnico viene chiesto di applicare sconti per ripetitioni o lavori di grosso volume soprattutto dalle agenzie di traduzioni

Discussione in lista, giugno 2007: "Sconti"




Come freelancer, applicate sconti per grossi volumi?
E' sì vero che non vendiamo merce da supermercato, però è anche vero che una grossa quantità (dalle 100 cartelle in sù) di solito presenti una scorrevolezza che giustifica un piccolo sconto (io lo applico nell'ordine del 4-5%). Dico piccolo e intendo piccolo, perché poi è vero che:
1. Devi rinunciare ad altri lavori, magari più remunerati, scontentando i clienti.
2. La qualità è qualità, e giustamente vale sia per la cinquecentesima parola che per la ottocentomillesima!
Però "favorire" un committente che ti garantisce qualche settimana o mese di lavoro non è sbagliato, a mio avviso.
Senza però farsi sottopagare! benintesi.


Si |||, anche io credo che ||| abbia ragione in un certo senso. Siamo responsabili di tutte le parole che traduciamo ma non dobbiamo dimenticare che siamo anche commercianti in un certo senso, noi vendiamo i nostri servizi.
E siccome nel commercio la quantita grande richiede sempre un certo sconto...


Penso anch'io che sia giusto applicare uno sconto in alcuni casi, ma solo dopo aver visionato i testi. Ti potrebbero mandare 3 documenti quasi uguali dove puoi recuperare interi paragrafi oppure 3 documenti così differenti che sono effettivamente 3 lavori diversi...


Dal mio punto di vista, la domanda più importante non è se applicare uno sconto o meno ma CHI ha il diritto di farlo. E’ una lotta continua con le agenzie, e la mia risposta è sempre la stessa. Se voi avete deciso di dare uno sconto al cliente, buon per voi. Questo non mi costringe in alcun modo a fare altrettanto, e l’idea che sono OBBLIGATO a ridurre le mie tariffe perche’ l’agenzia vuole fare un piacere per il LORO cliente la trovo, francamente, offensiva.

Per clienti diretti, il discorso cambia leggermente, ma non molto. Sono io che decido, e la “mole” di lavoro non c’entra. Fatto sta che, nei famosi lavori di “100 cartelle” spesso citati qui, ci sono quasi sempre le ripetizioni, e sì che è giusto considerare le ripetizioni quando fai la fattura.

Non è assolutamente vero, però, che “nel commercio la quantità richiede sempre un certo sconto.” Dipende che commercio intendi. Puoi fare tutte le analogie che vuoi, ma quella del supermercato/grande magazzino è semplicemente ebete. La traduzione non è un prodotto, è un servizio. Piuttosto, pensa a cosa succederebbe se andassi in un ristorante con sei persone e chiedessi al proprietario, “Siccome siamo di solito in due, ma stasera mangiamo in sei, aspettiamo senz’altro uno sconto.” O dal medico: “Vengo ogni settimana in quanto spesso malato, perciò, direi che devi darmi uno sconto sulla parcella.” Sentite le risate? I traduttori che si considerano le cassette di banane meritano quello che pigliano.

E se lottassimo un po’ per i diritti dei traduttori?


Purtroppo nella tematica degli sconti rientra anche il fatto che ti viene richiesto contestualmente alla promessa di una grande mole di lavoro, prima che questa sia effettivamente confermata. Devo dire che - una volta ottenuto lo sconto - rarissimamente questa grande mole di lavoro è poi arrivata. Fa parte dei trucchi del mestiere.
Ormai faccio lo sconto - semmai - al termine dei "grandi lavori", non prima.


Credo che ognuno debba valutare in base alla propria situazione, però occorre farsi bene i conti. Personalmente, ho applicato una volta un piccolo sconto molti anni fa, quando ero all'inizio nella professione. Il lavoro era scarso e quel cliente mi ha assicurato un flusso continuo per tre mesi.
Ora non offro più sconti in base ai volumi. Ricevo lavoro in modo continuativo e, se un solo cliente mi manda molto materiale da tradurre, soprattutto se con scadenze non comode, mi mette più in difficoltà che altro. Sono invece disponibile, ma solo con i clienti migliori che pagano bene, a offrire piccoli sconti in cambio di scadenze più comode.


Il discorso è di natura prettamente economica. Tutto dipende dal capitale e dagli elementi che lo compongono. Se io chiedo lo sconto al commerciante per l'acquisto di una grossa quantità di merce quest'ultimo guadagna di più perché il suo capitale lavora più alacremente, grazie al fatto che le scorte girano più velocemente, generando rendimenti maggiori.
In un certo senso le agenzie si muovono su questa linea. Se un'agenzia che gestisce mediamente 500 cartelle al giorno si vede arrivare un carico di 1000 cartelle non fa altro che attivare i suoi contatti fra i traduttori e le sue linee di credito in banca per pagare questi ultimi. Quindi è chiaro che in presenza di un raddoppio dei ricavi e di un incremento dei costi tutto sommato marginale può concedere uno sconto.
Diverso è il discorso per il traduttore, il cui capitale è un insieme di tempo, capacità di esprimersi e di capire, esperienza di vita, studi, capacità di ricerca ecc.
Quando rendiamo un servizio di traduzione generalmente facciamo solo il calcolo del tempo, commisurandolo al numero delle parole o delle cartelle e quindi chiedendo di essere remunerati in base ad esso. Il compratore tende a pensare che quello che si vende è il numero di parole e quindi applica gli stessi criteri che si utilizzano con il capitale commerciale. Il fatto è che le parole o le cartelle di una traduzione hanno non solo un'estensione (numero di parole o di cartelle) ma anche un'intensità o un peso specifico determinato dagli altri elementi del capitale di un traduttore.
Vuoi mettere la traduzione di " quello è un altro paio di maniche" con " that's another pair of sleeves" o "that's another story"? Il numero delle parole è più o meno lo stesso ma quello che fa la differenza è il peso specifico. Quindi chi paga 2 centesimi a parola per la prima traduzione ha pagato pure troppo.
Detto questo, se io traduco ogni anno il bilancio di una società, è altamente probabile che un buon 20% sia recuperabile dai miei lavori precedenti e che quindi voglia in qualche modo fare un favore a un cliente (se è una persona educata). Ma anche quando si fa lo sconto in questo caso bisogna tener presente che il copyright di quel lavoro è mio, l'ho creato io e quindi ne devo sempre e comunque beneficiare perché è opera del mio ingegno.


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